L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 febbraio 2022

Broccolo non ha fato che ripetere quello che la letteratura medica ha sempre detto i guariti acquisiscono una immunizzazione naturale che non ha bisogno di altro. Poi è arrivata nel 2020 la bolla covid e quello che era un patrimonio collettivo di un'intera categoria di stimati professionisti è stata spazzata via da una miseria di opinioni di ciarlatani che semplicemente lo dicevano in televisione acquisivano un'aurea di intoccabilità. Qualcuno ha provato a contrastarle ma è stato massacrato, gli ha tolto stipendio e lavoro e l'hanno anche spinto al suicidio/omicidio De Donno docet

L’università Milano Bicocca punirà il professor Broccolo?


L'università Milano Bicocca punirà il professor Broccolo?

Le tesi di Broccolo (professore di Microbiologia all’università Milano Bicocca), le critiche e la reazione dell’ateneo milanese

“Il Green Pass è uno strumento politico, non uno strumento di sanità pubblica”. A pronunciare queste parole nel corso dell’ultima puntata di “Di Martedì” è stato Francesco Broccolo, professore associato in Microbiologia e Microbiologia clinica dell’Università Bicocca di Milano. L’input per tale dichiarazione deriva dalla confusione delle norme sul Green Pass che conferisce durata indefinita al documento a chi ha fatto due dosi di vaccino e poi è guarito dall’infezione e solo 6 mesi a chi prima ha contratto l’infezione e poi si è vaccinato con due dosi.

Green Pass strumento politico?

“È indubbio che il decreto su questo punto abbia una falla – sottolinea il prof. Broccolo -. Il decreto ministeriale dell’anno scorso diceva che chi era guarito doveva fare una sola dose di vaccino entro 12 mesi. Poi si è introdotto il Super Green Pass la cui durata è passata da 12 a 9 mesi e poi da 9 a 6 mesi, quindi è iniziata la confusione”. Una confusione che ha portato anche persone con titoli anticorpali alti a fare la dose di richiamo per mantenere il Green Pass. “Quello che voglio dire è che il Green Pass è uno strumento politico, non è uno strumento di sanità pubblica”.

Guarigione più potente del vaccino

“La guarigione è molto più potente di un vaccino”, ha aggiunto il prof. Broccolo. “Perché l’infezione naturale dà una protezione più potente perché espone più proteine e ci sono più anticorpi protettivi non solo contro la Spike ma anche contro il nucleo capside – dice il docente -. E poi c’è un altro motivo, l’immunità è plastica. Con un’infezione naturale si creano anticorpi che poi maturano e si modellano continuamente anche verso le nuove varianti. L’immunità plastica il vaccino non la dà”.

Prudenza sui vaccini ai bambini

“Io sarei molto prudente con i bambini”. Il professor Broccolo afferma di avere qualche dubbio sulla somministrazione dei vaccini ai bambini. “Per il semplice fatto che la variante Omicron sembra dare ancor meno questa famosa MIS-C, che è la malattia multi sistemica che abbiamo visto associata alla variante Delta e alle precedenti varianti, e anche in quei casi era già molto rara, ed è ancor più rara adesso, addirittura il 50% meno ed è curabile con un farmaco immunomodulante”.

Il docente della Bicocca esprime i suoi dubbi nel corso della trasmissione “Quarta Repubblica” in onda su Rete Quattro. “Quindi basare tutta la vaccinazione sul pericolo di sviluppare la MIS-C o per il probabile long Covid che ad oggi, nei bambini, secondo quanto pubblicato su Nature, non sembra essere un’evidenza ancora chiara – dice il professore nel corso del programma tv condotto da Nicola Porro -. Magari tra un anno mi rimangerò le mie parole. Ad oggi non stiamo vedendo il. long Covid nei bambini soprattutto con la variante Omicron. Ecco io sarei prudente con la vaccinazione nei bambini”. I numeri che il prof. Broccolo riporta sembrano supportare la sua tesi. “Tanto per dare un dato ad oggi dall’inizio della pandemia nella fascia 5-11 anni ci sono stati 11 decessi e 51 casi di terapia intensiva. Su questi dati dobbiamo ragionare”.

L’effetto ADE, il Ministero della Salute dice che è una Fake News

Il prof. Broccolo, nel corso della sua intervista a “Di Martedì”, ha parlato dell’effetto ADE che potrebbe essere scatenato dai vaccini. Tale effetto è una reazione per cui alcuni anticorpi anziché bloccare un virus ne facilitano il suo ingresso nelle cellule. “Negli ultimi tre report dell’ISS emerge che nella fascia 12-39 anni chi ha tre dosi ha un rischio maggiore di essere ospedalizzato rispetto a chi ne ha due ed ha contratto la malattia entro entro i 120 giorni dall’ultima somministrazione – dice il prof. Broccolo -. La spiegazione potrebbe essere che chi è boosterizzato si sente più sicuro. Poi c’è anche una spiegazione biologica, il fenomeno ADE, che è un’ipotesi. Quando il titolo anticorpale è molto alto può esserci una quota non neutralizzante, e questo potrebbe essere il caso perché il vaccino evoca degli anticorpi che non neutralizzano completamente il virus. Anziché bloccare il virus lo traghettano all’interno della cellula”. Sul punto il Ministero della Salute, nella sua pagina di informazione contro le fake news a tema Covid19, è molto chiaro. “Non ci sono evidenze scientifiche che i vaccini anti Covid-19 inneschino l’ADE – si legge sul sito del Ministero -. I vaccini autorizzati dalle autorità competenti – EMA e AIFA -, che sono attualmente in corso di somministrazione, fanno produrre anticorpi in modo selettivo contro la proteina “Spike” presente sul coronavirus e la loro azione è volta a bloccare l’ingresso del virus nelle cellule. I vaccini, quindi, non possono determinare l’ADE né in coloro che si vaccinano senza aver contratto l’infezione da nuovo coronavirus, né nelle persone che si vaccinano dopo aver contratto l’infezione”.

L’Università Bicocca prende le distanze

L’Università Bicocca dove lavora il prof. Broccolo – università chiamata in causa da Daniele Banfi, giornalista della Fondazione Veronesi, e da Roberta Villa, medico e giornalista scientifica sui temi della salute – ha risposto prendendo le distanze dal docente di microbiologia. “’L’Ateneo si è sempre impegnato nel contrasto alla pandemia, credendo e investendo nelle vaccinazioni come principale strumento per debellare il virus– si legge nel tweet dell’Università -. Abbiamo recentemente intervistato il professor Bonfanti, le cui posizioni ci sentiamo di sostenere”.

L’Università ha poi rincarato la dose, arrivando a ipotizzare ulteriori azioni contro il professore. “Le opinioni espresse dal dottor Broccolo non rappresentano il pensiero dell’istituzione – si legge ancora -. Nostre ulteriori azioni e considerazioni a riguardo saranno tenute al di fuori del contesto social. Grazie della comprensione”.

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