L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 febbraio 2022

Gli autovelox servono per fare cassa e non per la sicurezza stradale

Autovelox, cambia tutto: ecco quando non si paga la multa

18/02/2022


Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione cambia tutto in tema di autovelox: c’è un caso specifico in cui la multa non si paga. Entriamo nel dettaglio.

C’è un’ordinanza della Corte di Cassazione sugli autovelox destinata a far discutere. Le sanzioni per eccesso di velocità rilevate con apparecchi posti a bordo strada su «auto civetta» delle forze dell’ordine possono essere impugnate, nel caso in cui l’autovelox non sia ben visibile.

Secondo la nuova interpretazione del Codice della Strada, non è sufficiente la presenza di un cartello che avvisi della possibile presenza di autovelox. Il dispositivo deve essere ben visibile ad automobilisti, camionisti e motociclisti. La nuova ordinanza della Corte di Cassazione potrebbe dar luogo a numerosi ricorsi, facendo ridiscutere parecchie multe. Entriamo nel dettaglio.
La nuova ordinanza sugli autovelox

Le sanzioni per eccesso di velocità rilevate da un autovelox posto a bordo strada su un «veicolo in borghese» delle forze dell’ordine potranno essere impugnate, se l’apparecchio non è ben visibile ad automobilisti, camionisti e motociclisti. È quanto emerge dall’ordinanza 4002 dell’8 febbraio della Corte di Cassazione.

Ecco cosa si legge nel testo: «L’articolo 142, co. 6-bis, del Codice della Strada, che dispone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione e il requisito della visibilità della stessa sono distinti e autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione».

Il ricorso di un automobilista veneto

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un automobilista veneto che aveva impugnato una multa per eccesso di velocità, elevata dalla polizia tramite autovelox collocato su un’auto civetta, ferma a bordo strada e priva dei colori istituzionali.

Sia il Giudice di Pace di Thiene sia il Tribunale di Vicenza avevano respinto il ricorso presentato dall’uomo beccato a viaggiare a 62 km/h in un tratto di strada con limite di velocità a 50 km/h. Il ricorso però è stato accolto dalla Corte di Cassazione.

La nuova ordinanza apre dunque alla possibilità di un significativo numero di ricorsi da parte di guidatrici e guidatori multati per eccesso di velocità con autovelox montati su «auto civetta».
In arrivo nuove regole contro gli autovelox selvaggi

In arrivo un nuovo decreto contro gli autovelox selvaggi. L’annuncio è arrivato in commissione Trasporti dal viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli. L’obiettivo è duplice: valutare l’adeguatezza dei limiti di velocità imposti laddove vengano installati gli autovelox ed evitare che i dispositivi siano concentrati sulla stessa strada.

Il decreto è atteso da quasi 12 anni. Con questa norma si dovrebbe mettere fine alla cosiddetta pratica degli autovelox selvaggi.

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