L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 febbraio 2022

Gli inoculati dei farmaci sperimentali sono più soggetti a rischio con il passare del tempo. Il sistema immunitario invece di essere rinforzato è indebolito

Contrordine da Israele: il vaccino aggrava il covid



Un altro colpo alla credibilità dei vaccini viene da Israele che è stato uno dei Paesi più devoti a questo culto: proprio lì comincia a crollare definitivamente la tesi secondo cui i preparati a mRna, anche se concepiti per un virus che non esiste più, anche se inefficaci, anche se pericolosi potrebbero servire a contenere i casi gravi. Adesso anche questa tesi rifugio viene assediata dalla realtà perché sembra che non sia affatto così, anzi sembra l’esatto contrario: i casi più gravi si verificano proprio tra i vaccinati tre volte. Lo ha detto il capo del dipartimento di coronavirus dell’ospedale Ichilov del Sourasky Medical Center di Tel Aviv, il prof. Yaakov Jerris: “In questo momento, la maggior parte dei nostri casi gravi riguardano pazienti vaccinati e la maggior parte ha. avuto almeno tre iniezioni. Tra il settanta e l’ottanta per cento dei casi gravi è vaccinato. Quindi il vaccino non ha rilevanza per malattie gravi, motivo per cui solo dal venti al venticinque percento dei nostri pazienti in condizioni critiche non è vaccinato”. Insomma viene un’ulteriore conferma di quanto già emerso nei dati pubblicati dall’RKI tedesco , nei numeri dell’Agenzia sanitaria scozzese e anche in Danimarca.

Non solo questo, ma viene anche avanzato il timore che le persone vaccinate non possano più ottenere una protezione completa contro il virus, poiché la reazione immunitaria innescata dalla vaccinazione produce per così dire gli anticorpi sbagliati. Ci sono diverse ipotesi sul meccanismo di questa sindrome di immunodeficienza acquisita con la quale probabilmente avremmo a che fare nel prossimo futuro e che sarà un vero disastro sanitario dopo quello narrato.

Ad ogni modo il professor Jerris e altri medici dell’ospedale erano presenti a una consultazione con il gabinetto israeliano il 1° febbraio e in quella occasione hanno anche denunciate le distorsioni statistiche che derivano dal considerare malati di covid pazienti che sono semplicemente positivi e in questo a ambito ha anche fatto presente che in realtà al contrario dell’allarmismo diffuso a piene mani, non c’è mai stato un reale sovraccarico negli ospedali, “il crollo è stato più psicologico che fisico” Come del resto è ovvio che avvenga per una pandemia più psicologica che reale. Ma insomma sta cominciando a crollare anche l’ultimo baluardo della mistificazione e l’unico grazie al quale governi impazziti e comprati in stock, vista la pessima qualità, si stanno aggrappando per continuare con le politiche delle vaccinazioni obbligatorie in vista di una mutazione autoritaria della quale sono i semplici manovali.

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