L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 febbraio 2022

Guerra civile

WSIECONOMIA Allarme di Ray Dalio: “Stati Uniti sull’orlo di una guerra civile”
Allarme di Ray Dalio: “Stati Uniti sull’orlo di una guerra civile”

10 Febbraio 2022, di Mariangela Tessa

Tasse e inflazione elevate combinate con una diffusa disuguaglianza di ricchezza e una partigianeria senza precedenti stanno spingendo gli Stati Uniti sull’orlo della guerra civile: l’allarme arriva dal miliardario Ray Dalio. Il fondatore e presidente di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo, che in post du LinkedIn, dipinge un quadro dalle tinte fosche nell’anno delle elezioni Usa di Metà mandato.

Quando potenze straniere come Cina e Russia sfidano un Paese alle prese con alti livelli di disaccordo vuol dire che ci troviamo “in un periodo particolarmente rischioso”, ha scritto Dalio. “Credo che ora siamo in questo periodo”.

“Un aumento del populismo e dell’estremismo, oltre alla litigiosità tra sinistra e destra, sono i classici indicatori di futuri conflitti” ha spiegato Dalio, aggiungendo che gli le forze politiche estremiste vedono il rispetto della legge come secondario rispetto alla vittoria. Il riferimento è a quello che è successo il 6 gennaio 2021, quando i sostenitori del presidente Donald Trump hanno preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti nel tentativo di ribaltare l’esito delle presidenziali.

Dalio, che sta promuovendo il suo nuovo libro sull’ascesa e la caduta delle nazioni (“Il mutevole ordine del mondo. Storia dei successi e dei fallimenti delle nazioni”) ha individuato sei fasi di disordine e ordine interni. Tutto inizia con la creazione di un nuovo governo seguito da periodi di pace e prosperità. Alla fine, la spesa in eccesso e l’accumulo di ricchezza e potere pesano sul sistema, portando a “cattive condizioni finanziarie e intensi conflitti”, ovvero la fase in cui ci troviamo ora, secondo Dalio. Il passo successivo, è la guerra civile e la rivoluzione, che riconduce dritti alla prima fase.

“La storia mostra che aumentare le tasse e tagliare la spesa quando ci sono grandi divari di ricchezza e cattive condizioni economiche, più di ogni altra cosa, è un anticipatore di guerre civili o rivoluzioni di qualche tipo” ha spiegato.

Elezioni Mid-Term: per Dalio il trionfo degli estremismi

Ma torniamo agli Stati Uniti. Nell’anno delle elezioni di medio termine del 2022, Dalio prevede che i moderati perderanno seggi mentre gli estremisti e i populisti di entrambi i partiti li guadagneranno.
Non solo. Il finanziere Usa prevede anche che le sentenze della Corte Suprema diventeranno più controverse. Entro le elezioni presidenziali del 2024, ha detto, ci sarà una “battaglia tra i populisti di destra e i populisti di sinistra in cui nessuna delle due parti accetterà di perdere”.

“Una tale sequenza di eventi sarà coerente con il tipico percorso che porta alla guerra civile”, ha concluso, spiegando che non è escluso se in questo conflitto ci saranno morti, come è successo il 6 gennaio dello scorso anno.

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