L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 febbraio 2022

Il governo tra l'incudine e il martello. Da una parte vuole fortemente vuole inventarsi a settembre una NUOVA VARIANTE dall'altra l'economia si impone e sostiene con i numeri e l'inflazione che la ricreazione è finita. La pantomina dell'influenza covid ha da finì!

Italia bloccata, non decolla: le stime Confcommercio

16 Febbraio 2022 - 12:38

Nuove stime Confcommercio su PIL, consumi e inflazione hanno dimostrato che in Italia la ripresa non sta andando come previsto. Il 2022 è al di sotto delle attese: dati e motivi.


Il 2022 visto da Confcommercio, e dai dati raccolti, vede l’Italia indebolita nella ripresa economica.

Secondo la Congiuntura appena aggiornata dall’associazione di categoria, “proseguono lentamente ma senza sosta le revisioni al ribasso degli indicatori economici”.

In questo febbraio del nuovo anno si stanno accumulando fattori di rischio avversi alla piena crescita economica che era stata prevista: dall’inflazione ancora in corsa all’incognita del gas fino alla pandemia non pienamente sconfitta e ai venti di guerra in Europa orientale, l’Italia sta frenando.

Cosa ha evidenziato la Congiuntura Confcommercio?

Italia rallenta: i dati Confcommercio

Per gennaio, la stima del PIL è di una riduzione dell’1% a livello mensile e di un aumento del 4,2% annuale: Confcommercio vede così un andamento in calo rispetto alle precedenti rilevazioni.

Il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella ha sottolineato che “i dati del primo bimestre rendono sempre più concreta la possibilità di un’ampia revisione al ribasso della crescita per il 2022, rispetto agli obiettivi che nei documenti ufficiali sono fissati al 4,7%”.

Sul piano dei consumi, la crescita è vista ancora affaticata.

Rispetto a gennaio 2021, l’indice ha segnato una variazione dell’8,5%, con un +33,6% per i servizi e un +2,2% per i beni. Tuttavia, confrontata con il 2020, la domanda è rimasta sotto dell’11,7%.

Ad aumentare è solo l’inflazione. La stima di Confcommercio per febbraio è di un tasso a +5,6% annuale. La previsione è di un +27,7% per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili a febbraio su base tendenziale.

Da tenere presente, inoltre, che una nota congiunta Confcommercio e Nomisma Energia ha sottolineato che sul piano del caro bollette, l’Italia è uno dei Paesi peggiori in Europa:

“...non solo per la maggiore esposizione ai mercati internazionali, in particolare a quelli che hanno registrato un’ esplosione dei prezzi del gas, ma soprattutto perché il governo italiano, a differenza di altri paesi, ha pochi strumenti per potere intervenire in quanto le sue azioni finiscono per scaricarsi su un debito pubblico già molto alto”

Tanti dati e fattori, quindi, si incrociano nelle previsioni economiche italiane.

Nessun commento:

Posta un commento