L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 febbraio 2022

In ogni dove, l'esigenze economiche spazzano via l'influenza covid

NUOVA ZELANDA, PRODUTTORI PREOCCUPATI PER L’EXPORT DI MELE E PERE

Pubblicato il 15 febbraio 2022

In Nuova Zelanda, la stima di raccolta di mele e pere è in linea con le previsioni, ma i coltivatori di tutto il Paese sono preoccupati per la quantità di mele e pere che quest’anno si potrà effettivamente raccogliere, imballare e spedire.
Nel 2022 si dovrebbero raccogliere 601.000 tonnellate di mele e pere, in linea con le previsioni a lungo termine. Tuttavia, l’incremento di volume previsto non significa un aumento delle esportazioni, a giudizio di Terry Meikle, amministratore delegato di NZAPI (New Zealand Apples & Pears Inc.), che rimarca come la variante Omicron stia avendo forte impatto sul Paese.
A causa della grave carenza di manodopera, i frutticoltori neozelandesi nutrono dubbi su quante mele e pere si potranno realmente raccogliere, confezionare e spedire all’estero quest’anno.
Gli operatori del settore ritengono che la decisione del governo di riaprire le frontiere in cinque step arrivi “troppo tardi” per la raccolta di mele del 2022.
Potenzialmente, il comparto sarebbe stato in grado di esportare circa 23,2 milioni di cassette da 18 kg in più di 80 Paesi quest’anno, avendo potuto beneficiare di una stagione di buona crescita che ha consentito di ottenere frutti più grossi, colorati e croccanti, di qualità particolarmente elevata — dal momento che il settore continua a diversificare le varietà. Quelle tradizionali — come la Braeburn e la Royal Gala — stanno calando di volume, mentre la Dazzle, la Envy, la Piqa-Boo e la Rockit, ad esempio, sono in crescita.

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