L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 febbraio 2022

In un tempo molto breve ti possono impedire di gestire i tuoi risparmi, ti impediscono di lavorare, oggi lo fanno con i non inoculati, domani lo possono fare ad personam per qualsiasi motivo e non credere che TU/NOI possiamo sfuggire. E non dite che non l'avevamo detto

17 FEBRUARY 2022


Il contrasto al virus ha costituito, per le élite, un'imperdibile occasione per sperimentare sempre nuove oppressive forme di controllo sociale. Lo si è visto ieri l'altro 15 febbraio giorno infausto per la fascia anagrafica dei lavoratori dai 50 anni in su. Non sfugge ai più, il fatto che mentre buona parte del mondo occidentale festeggia la fine d'ogni emergenza, l'Italia castiga una fascia di lavoratori del settore privato colpevoli di aver più di 50 anni. Prima toccava ai dipendenti pubblici d'ogni ordine a grado. E prima ancora ai sanitari. E i prossimi? Chi saranno? Si procede con la tecnica che i feudatari applicavano ai nemici che dovevano oltrepassare il ponte levatoio: tu si, tu no, tu non ancora ma sarai il prossimo, e così via. Così succede, ad esempio che se si castigano i dipendenti pubblici, i privati non insorgono. Se si castigano i privati 50enni, i 30-40enni non si muovono. Quando sono stati colpiti i sanitari, chi non lo era non si è mostrato solidale con chi indossava il camice. Chi si è vaccinato offrendo il braccio alla patria, non è solidale verso chi non lo è. Anzi, spesso con stizza ribatte: se si fossero vaccinati come me, non sarebbero stati licenziati né sospesi. Chi ha ottenuto il green pass perché guarito da malattia, si rilassa e non muove un dito verso chi non lo ha ancora. Male molto male!
Questo popolo fa pena. Anzi, a proposito degli italiani, è perfino sbagliata la nozione di "popolo". In questo caso, si tratta di individui sparsi che pensano a salvaguardare il loro "particulare". La morale di questo fasullo fuggi-fuggi da cui non si sfugge è che le élite attraverso i loro squallidi sicari vanno avanti con le loro torture. Hanno trovato il sistema di scompaginare le varie categorie lavorative e di metterle con perfidia inaudita, le une contro le altre. I veri collaborazionisti dei quali chi lavora dovrebbe ricordarsi, sono soprattutto i Sindacati con figure squallide di Landini, un servo, tutto felice di farsi abbracciare da Draghi. Prima di lui, c'era la Camusso, contenta di condividere il desco con Monti a Cernobbio mentre si sganasciava di risate con la boccaccia ricolma di cibo - uno spettacolo indecente. Non che i partiti politici siano meno responsabili (in particolare quelli che sono stati eletti come "oppositori"). Ma i Sindacati godono di un'organizzazione tentacolare sul territorio e se solo avessero voluto unire tutti i lavoratori contro il ricattatorio motto tecno-sanitario del "chi non si siringa non mangia", la forza contrattuale per opporsi, l'avrebbero avuta. Ma sappiamo benissimo che molti di loro devono le loro carriere al fatto di far parte dei consessi internazionalisti (Bilderberg, Trilaterale ecc.)

Non so se ci avete fatto caso, ma ora financo le Virostar televisive hanno cambiato copione di recita. Adesso si smarcano dal green pass dicendo che lo avevano sostenuto e caldeggiato solo come strumento per incrementare la vaccinazione massiccia. Tra questi, spicca l'onnipresente Bassetti. No, no! Non è così che funziona! Se dopo il 31 marzo il green pass resterà comunque in piedi a emergenza finita, sarà anche e soprattutto grazie a gente come lui. Poiché, chi cavalca la Tigre, poi non può più deciderne la direzione. Hanno fatto gli utili lacché per il governo e ora che il mondo è in rivolta, fingono di criticarlo. Non facciano le false mammolette: il vaccino è conditio sine qua non per ottenere quel falso lasciapassare che è il green pass. E questo secondo, è stato ideato assai prima del vaccino allo scopo di controllare il formicaio umano. Ma ci voleva una forte spinta per farlo accettare a tutti quanti: il virus cinese (e il conseguente stato di emergenza) è stato il turbo che lo ha fatto accettare agli ignari pesciolini. Purtroppo il green pass mostra sempre più il suo vero volto grifagno di piattaforma informatica "autonoma", che serve alla cattura di tanti inconsapevoli tonni, convinti di aver ottenuto il passaporto per la ritrovata libertà.

Viviamo strani giorni - direbbe Battiato - e ogni conquista di agognata libertà si trasforma in fretta in una nuova inattesa trappola. C'è gente che, in preda alla disperazione, è arrivata perfino ad auto-infettarsi pur di non sentirsi segregata e di poter ottenere la carta verde, lasciapassare indispensabile per poter lavorare. Dal 15 febbraio siamo alla giornata della Vergogna: tra gli over 50, chi non si vaccina non lavora. Un tempo chi non lavorava non mangiava, motto che aveva in sé una sua dignità. Oggi chi non si siringa non lavora, ergo non mangia.
Epperò siamo sicuri che una volta indossato il fatidico bracciale elettronico incorporato nel telefonino, non entriamo poi in un labirinto pericoloso su modello cinese (credito sociale) che ti può bloccare tutte le richieste più elementari come il prelievo del denaro, transazioni, accesso a cose importanti, in forma ricattatoria? Ce ne dà una efficace spiegazione questo video di Radio Radio che sottopongo alla vostra attenzione :


E a proposito di esperimenti sociali, nelle stesse ore in cui Trudeau il premier canadese che minacciava di mettere mano ai conti correnti dei camionisti, bloccandoli, c'era una Christine Lagarde che rilanciava il progetto dell'Euro digitale. Parlando lunedì scorso al Parlamento Ue, ha confermato che stanno studiando "una moneta digitale conveniente, utilizzabile come sistema di pagamento gratuito e sicuro in tutta l'Eurozona". La Lagarde è ricorsa pure alla furberia di assicurare che "l'euro digitale non sostituirà, ma affiancherà l'euro cartaceo", tanto per non allarmare. (fonte: La Verità).


Concludendo: il green pass non è solo uno strumento di discriminazione fra chi lo possiede e chi non lo ha, ma un monitor multifunzionale di videosorveglianza universale da cui dovrebbe transitare l'euro elettronico, per renderci ancor più sudditi, più tiranneggiati e più oppressi. Ecco perché chi crede di evitare il vaccino mediante guarigione dalla malattia, deve poi fare comunque i conti con la nuova trappola verde e il suo relativo database. Siamo in guerra contro il Transumanesimo e restare umani, diventa un imperativo morale.

Santa Marianna

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