L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

Ivermectina, più non se ne deve parlare e più se ne parla

BYOBLU24
IVERMECTINA: STUDIO IN GIAPPONE CONFERMA ‘EFFETTO ANTIVIRALE’ ANCHE PER OMICRON
2 Febbraio 2022
Franz Becchi

L’esistenza delle cure precoci per limitare l’infezione da Sars-Cov-2 sono ormai un fatto acclarato, come gli effetti avversi dati dal vaccino. Eppure, si intende ancora continuare a negare sia l’uno che l’altro fatto. In un comunicato stampa diffuso nella giornata di lunedì 31 gennaio 2022, l’azienda farmaceutica giapponese Kowa ha confermato in una ricerca preclinica l’effetto antivirale dell’ivermectina anche contro la variante Omicron.

Numerose pubblicazioni scientifiche avevano già sottolineato una buona efficacia del farmaco antiparassitario con le precedenti varianti del virus sin dagli albori dell’emergenza sanitaria. Da due anni a questa parte, l’ivermectina è al centro di una campagna di disinformazione che nega ogni possibile efficacia del farmaco per quanto riguarda il Covid-19. Fatto curioso, i contenuti di propaganda contro l’ivermectina sono aumentati in modo esponenziale dall’approdo dei vaccini anti-Covid, definiti addirittura “miracolosi” da alcuni virostar da salotto.

Kowa conferma gli effetti antivirali dell’ivermectina

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa diffuso sul sito ufficiale della casa farmaceutica giapponese Kowa, l’ivermectina, oltre a mostrare effetti contro tutte le varianti della Covid, “inibisce anche l’ingresso intracellulare e la replicazione del Sars-Cov-2”. A riportare la notizia anche l’agenzia di stampa britannica Reuters, che si è resa protagonista di un simpatico siparietto. “Ivermectina mostra efficacia contro Omicron”, intitola Reuters, poco prima di cambiare il titolo in “Ivermectina mostra ‘effetto antivirale’ contro il Covid”. Lapsus freudiano, oppure ordini venuti dall’alto? Si dà il caso, infatti, che l’ex amministratore delegato della Thomas Reuters Foundation, James C. Smith, sia allo stesso tempo un grande azionista di Pfizer, nonché membro dell’advisory board del colosso farmaceutico statunitense. Non ci permettiamo di stabilire alcuna correlazione.
 
Vasta documentazione scientifica

Gli studi scientifici in merito all’ivermectina proseguono infatti da tempo. Già nel dicembre del 2020 era apparsa una pubblicazione su PubMed intitolata: “Una terapia per il Covid-19 di cinque giorni con l’ivermectina può ridurre la durata della malattia”. Nell’Uttar Pradesh, in India, l’ivermectina è infatti inserita nel protocollo delle terapie anti-Covid applicabili. Il Governo dello stato indiano è stato uno dei primi stati a introdurre un utilizzo “terapeutico e di profilassi” con l’ivermectina e ha detto che il farmaco ha aiutato a ridurre i decessi, così come il tasso di positività rispetto ad altri stati. Un più recente studio peer-reviewed, pubblicato il 15 gennaio 2022 sul Cureus Journal of Medical Science, ribadisce l’efficacia dell’ivermectina.

La ricerca in Brasile

Lo studio ha preso in considerazione l’applicazione del farmaco nella città Itajaí, collocata nello stato di Santa Catarina in Brasile. La ricerca conclude che l’utilizzo dell’ivermectina come agente di profilassi è stato associato a una riduzione significativa delle infezioni da Sars-Cov-2, così come delle ospedalizzazioni causate dalla malattia e dei tassi di mortalità. Più nel dettaglio, il tasso di contagi è stato ridotto del 44%, il tasso di mortalità del 70% e le ospedalizzazioni sono diminuite del 67%. L’analisi ha coinvolto 159,561 cittadini della città brasiliana e ha concluso che “l’ivermectina non solo ha mostrato effetti antiparassitari, ma anche antivirali, antibatterici e proprietà antiprotozoiche”.

Chi parla di ivermectina viene censurato


Pensare che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in molti Stati del globo si è diffusa una censura ben mirata nei confronti di chi ha espresso certe posizioni proprio sull’ivermectina. L’ultimo caso è quello di Joe Rogan, podcaster statunitense che è stato censurato su Spotify per le sue posizioni contrarie a diverse politiche attuate nel corso dell’emergenza sanitaria. Il blocco sulla piattaforma è arrivato in seguito a un episodio in cui Rogan ha discusso sull’attuale evoluzione della situazione pandemica con lo scienziato Robert Malone. Lo stesso Rogan aveva parlato più volte nelle sue puntate dell’efficacia antivirale dell’ivermectina e lui stesso si è curato con il farmaco una volta risultato positivo al Covid-19. Insomma, gli studi scientifici si stanno accumulando, ma per qualche motivo non vengono presi in considerazione dalla “scienza unica” che prevede solo vaccini, tra l’altro prodotti da case farmaceutiche ben precise.

Le fake news sulla pericolosità dell’ivermectina

Al contrario, gli scienziati da salotto televisivo sottolineano l’apparente pericolosità di un farmaco che viene distribuito dall’Oms per il trattamento di infezioni parassitarie da oltre trent’anni. “È talmente sicuro che i volontari in Africa lo distribuiscono direttamente alle persone”, recita il comunicato stampa di Kowa. Perché non utilizzare un farmaco efficace e con effetti avversi estremamente limitati? E perché si sollevano così tante preoccupazioni sulle terapie, mentre per i vaccini anti-Covid gli effetti avversi non vengono riportati dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) dallo scorso 26 settembre 2021?

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