L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 febbraio 2022

Le restrizioni covid cadono una a una in Euroimbecilandia ma noi abbiamo Draghi che ha il compito di distruggere il tessuto economico dell'Italia. Ormai in televisione lo si dice apertamente che il Passaporto degli inoculati è strumento politico e non sanitario

Europa, basta divieti: Paese per Paese ecco il calendario delle riaperture
23/02/2022 09:21

L’Europa inizia poco a poco a risvegliarsi dall’incubo Covid con i Paesi che anche in questo caso - come d’altronde è avvenuto per tutto il lungo periodo pandemico - si stanno muovendo in ordine sparso.

Il liberi tutti sta per scattare nel Regno Unito dove, dal 24 febbraio, è stato dichiarato lo stop alle restrizioni compreso l’isolamento per i positivi: un’autentica rivoluzione, anche se le restrizioni cadranno solo per l’Inghilterra e non per Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

"La pandemia? Non è più una minaccia grave"
Prima di tutti, però, è arrivata la Norvegia, dove già a partire dal 12 febbraio sono state rimosse quasi tutte le restrizioni perché, come ha spiegato il premier norvegese Jonas Gahr Stoere, ormai il livello di contagi difficilmente metterebbe in difficoltà il sistema sanitario. "La pandemia da coronavirus non è più una grave minaccia alla salute della maggior parte di noi -, ha spiegato, come riporta Agi -, il contagio da Omicron causa una malattia molto meno grave e siamo protetti dai vaccini". Annullati dunque il distanziamento sociale e l'obbligo di mascherine in luoghi affollati, con il via libera alla ripresa in pieno delle attività di locali notturni e luoghi d'intrattenimento. Finito anche l'obbligo d'isolamento per i contagiati, ai quali viene solo raccomandato di stare a casa per quattro giorni.

In Belgio, invece, le buone notizie riguardano soprattutto i ragazzi. Proprio oggi, infatti, riaprono le discoteche e non ci sono più restrizioni sugli orari di chiusura e sul numero di persone ai tavoli di bar e ristoranti. A scuola gli under 12 non saranno più obbligati a indossare le mascherine e non ci sarà più un numero massimo di partecipanti per eventi all’esterno, matrimoni o funerali.

In Francia l’apertura sarà in due tappe: a partire dal 28 febbraio , come spiega Sky Tg24, non ci sarà più l’obbligo delle mascherine al chiuso per i vaccinati e dal 15 marzo si prevede invece lo stop alle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici per tutti; il Green pass sarà richiesto solo nei luoghi molto a rischio, come ad esempio le discoteche.

Altro esempio è l’Austria, dove dal 5 marzo - dice Il Sole 24 Ore - sarà eliminato il Green pass rafforzato per ristoranti, palestre e raduni, mentre permane l’obbligo del tampone negativo e di indossare la mascherina Ffp2 per entrare nei luoghi al chiuso.

Ad agire prima di lei la Svizzera, che già dal 17 febbraio ha eliminato l’obbligo di mascherina e Green pass per accedere a negozi, ristoranti, istituzioni culturali e altre strutture aperte al pubblico e manifestazioni. Le misure sanitarie per l’ingresso in Svizzera sono state totalmente abolite e rimangono in vigore fino a fine marzo l’uso obbligatorio di mascherine sui trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie, così come l’isolamento dei positivi per cinque giorni.

La Germania, invece, allenterà le restrizioni a partire dal 20 marzo. Da quella data, infatti, come spiega Sky Tg24 cadrà l’obbligo del Green pass rafforzato e basterà il tampone negativo per entrare nei locali al chiuso, mentre resterà l’obbligo della mascherina. "Dopo due anni ci meritiamo che le cose vadano di nuovo meglio e sembra che stia succedendo ora", ha detto il cancelliere Olaf Scholz, come riportato da ilgiorno.it, esortando comunque a restare cauti e anticipando che i tedeschi continueranno ad usare la mascherina. "La pandemia non è finita", ha avvertito il cancelliere. Per i non vaccinati resterà in vigore per un altro mese il limite agli incontri, ristretti a due persone al di fuori del proprio nucleo familiare.

Diverso ancora il caso della Spagna, dove lo stop alle restrizioni c’è già anche perché il Green pass non è mai stato votato. Stop alle mascherine anche all’aperto, dunque, e discoteche aperte senza obbligo di presentare certificazioni.

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