L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 febbraio 2022

L'inflazione, si va bene non è "transitoria", si va bene si aumenteranno i tassi d'interessi MA alla luce di una valutazione "riunione dopo riunione"

Dati solidi, FED in azione ma attenzione agli effetti collaterali
Scritto il 17 Febbraio 2022 alle 09:11 da Danilo DT


Era interessante leggere cosa racconta la Minute FED per capire meglio quale fosse il vero outlook del FOMC sull’inflazione USA. E secondo il mio punto di vista c’è del buon senso.
Infatti gli esponenti del board della Federal Reserve il mese scorso si sono trovati d’accordo nel dire che, con l’inflazione sui massimi da quarant’anni e un mercato del lavoro solido, sia da una parte necessario alzare i tassi di interesse è tempo di alzare i tassi di interesse ma anche sul fatto che qualsiasi decisione dipenderà da una valutazione “meeting dopo meeting” dei dati, in primis quelli sull’inflazione.

Il grafico qui sopra secondo me è un ottimo sunto per tastare il polso della situazione.
Tasso FED
CPI USA (all items)
CPI Core
Media 4 settimane disoccupazione – nuove richieste

Da una parte è evidentissimo il GAP tra quello che è il tasso inflazione e il tasso FED. E dall'altra è chiara la robustezza dei dati sul lavoro.

Domanda provocatoria, siamo sicuri che un aumento dei tassi di interesse sia la soluzione a tutti i problemi? Ovvero, quali effetti positivi sull’inflazione potrebbe portare un effettivo aumento dei tassi di interesse in questo contesto, quando abbiamo un’inflazione legata alle materie prime, all’offerta e alla supply chain prima ancora di altri elementi come il costo del lavoro (che sta salendo ma non in modo così importante?)

Infatti è chiaro che a questi livelli sia necessario un intervento anche solo a livello figurativo, e difatti il mercato ha già prezzato molto di quanto potrebbe fare la FED nel corso del 2022, ma la cosa più importante è il mantenimento della massima flessibilità, ovvero sapersi adeguare alle future situazioni che si dovranno affrontare.

«Se l’inflazione non scenderà come previsto, sarà appropriato rimuovere la politica accomodante a ritmo più veloce di quanto al momento anticipato» (Minute FED)

Infatti è proprio il QT secondo me lo strumento più forte di cui dispone la FED, ed un restringimento del bilancio, però, potrebbe avere effetti dirompenti anche sui mercati finanziari. Un effetto domino che andrebbe ad abbattere il cosiddetto “margin debt” con effetti importanti sulla liquidità sui mercati. E sarebbe lo sgonfiamento della “bolla da asset”. Nella sua unidirezionalità, i mercati, tutti, prenderebbero la via del ribasso. Siamo sicuri che la FED e il sistema politico finanziario voglia questo?


STAY TUNED!

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