L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

Massa e potere - e ad un certo punto tutti convergono al centro, le spine esplodono all'unisono e tutto tracima e annichilisce, le autorità perdono la loro autorità e per il potere non si mette bene

In Canada la rivolta si estende agli agricoltori



In Canada con il primo ministro sempre in fuga anche gli agricoltori si sono uniti ai camionisti che bloccano il confine tra il Paese e gli Usa principalmente tra lo stato di Alberta e il Montana. E per unirsi alla protesta contro gli obblighi vaccinali hanno sfondato le barricate della polizia. Ma in realtà è accaduto molto di più: i carri attrezzi chiamati dalla polizia per sgomberare i semirimorchi che bloccano le strade si sono uniti alla protesta a dimostrazione del malessere che percorre il Paese e che una volta esploso è molto difficile da domare, perché il materiale infiammabile è stata accumulato in due anni di mistificazioni e di attese palingeniche sempre deluse, di una menzogna che ormai rotola su stessa. La prova del nove che questa atmosfera incandescente non è un fuoco di paglia viene anche da Ottawa sempre presidiata da migliaia di camion e costellata da manifestazioni di sostegno ai camionisti e in favore di un ritorno alle libertà civili. Anche qui le società di carri attrezzi chiamate dal sindaco a sgomberare le strade si sono tirate indietro e hanno detto di non potere farlo a causa del covid. Adesso il pretesto con cui il potere ha abolito le libertà della gente si rivolge contro gli stessi spacciatori di pandemia.

Gli stessi media che all’inizio di questa vicenda hanno fiancheggiato il premier Trudeau nel dare l’idea che la protesta dei camionisti fosse solo la manifestazione di una parte di popolazione assolutamente marginale e disprezzabile, adesso paiono più morbidi e forse dovranno un giorno convenire che la parte più disprezzabile e di questa vicenda l’hanno svolta proprio loro. Ad ogni modo la rivolta ha già avuto una conseguenza importante: il premier del Saskatchewan, Scott Moe ha espresso l’intenzione di eliminare i mandati vaccinali bollati come completamente inutili e nocivi per l’economia.


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