L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 febbraio 2022

Nel magna magna dell'influenza covid anche Figliuolo ci si inzuppa

Ffp2 per le scuole, cosa non quadra nell’accordo tra Figliuolo e le farmacie



“Danno erariale” e “soldi dello Stato sprecati”: sono solo alcuni dei commenti dei presidi che denunciano l’accordo firmato tra Figliuolo, Speranza, Federfarma e Assofarm sulle Ffp2 per le scuole. Ecco tutti i dettagli

Non si spengono le polemiche sulle Ffp2 nelle scuole.

Questa volta però non ha che fare con la certificazione o l’autenticità delle mascherine bensì con i prezzi, infatti le Ffp2 fornite alle scuole dal commissario straordinario per l’emergenza Francesco Figliuolo attraverso le farmacie costano ognuna 0,55 centesimi in più rispetto a quelle vendute su Mepa, la piattaforma per gli acquisti in Rete usata dalla pubblica amministrazione.

Attualmente, secondo le nuove norme stabilite dal governo, le Ffp2 a scuola sono obbligatorie per docenti e studenti in auto-vigilanza.

COSA È SUCCESSO

La circolare ministeriale n. 110 del 1° febbraio 2022 invita le scuole ad acquistare le Ffp2 direttamente al prezzo calmierato di 0,75 centesimi “presso le farmacie che hanno aderito al Protocollo stipulato il 4 gennaio 2022 tra il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, il Ministro della Salute, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite”.

Da alcuni giorni, però, presidi e insegnanti non solo lamentano difetti nella qualità del prodotto – troppo piccole o con graffette al posto delle cuciture – ma si sono anche accorti che sulla piattaforma Mepa le stesse Ffp2 vengono vendute a 0,20 centesimi l’una.

L’INDIGNAZIONE DEI PROFESSORI

“Indignata” si definisce Mira Masillo, la preside del Casanova di Napoli, premiata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con l’onorificenza di Alfiere della Repubblica perché nella sua scuola gli studenti costruirono da soli i banchi monoposto.

“La scuola non è una risulta”, scrive in un post su Facebook. “Mascherine ministeriali inutilizzabili che rappresentano un’operazione di facciata inaccettabile. Soldi dello Stato sprecati. Le provino i ministri” ed elenca tutti i problemi relativi alle Ffp2 destinate alle scuole:


UN ENORME DANNO ERARIALE

Accuse rivolte alla struttura del commissario Figliuolo anche da parte di altri dirigenti scolastici, tra cui il presidente di DirigentiScuola, Attilio Fratta, che ha calcolato quanti soldi vengono così sprecati.

Spiegando la procedura di acquisto ha detto: “Stando alla convenzione sottoscritta dal generale Figliuolo con Federfarma e Assofarma e alle disposizioni emanate dal dottor Greco, capo dipartimento del ministero, i dirigenti scolastici dovrebbero recarsi presso le farmacie convenzionate per ordinare le mascherine Ffp2 al prezzo calmierato di 0,75 euro l’una e sarà poi il Governo a liquidare le fatture”.

“Le stesse certificate mascherine – prosegue Fratta – sono vendute sulla piattaforma Mepa (piattaforma per gli acquisti in rete della Pubblica amministrazione e quindi utilizzata dai dirigenti) a 0,20 cadauna per un lotto da 6.000 che è il minimo per una scuola di media grandezza. Differenza 0,55 euro ovvero 3.300 euro per ogni lotto, che moltiplicato circa 8.000 istituti scolastici fanno 23.400.000 euro per un fabbisogno di pochi giorni. Un fatto gravissimo. E un enorme danno erariale”.

Le scuole si trovano così in un vicolo cieco perché “non essendo stati accreditati i fondi direttamente alle scuole i dirigenti non possono evitare l’enorme dispendio di denaro pubblico, a meno che, ed è questa la risposta del dottor Greco, provvedano all’acquisto con i fondi delle scuole”.

LA DENUNCIA DI FRATTA

“Se consideriamo quante mascherine servono a una scuola in un mese o addirittura in un anno, il costo aggiuntivo è altissimo. Ho provveduto a segnalare immediatamente il tutto sia al capo di gabinetto che al capo dipartimento. Sono sconcertato come rappresentante di categoria, ma anche e soprattutto come cittadino”, ha aggiunto il presidente di Dirigenti Scuola.

“L’impossibilità di acquisto diretto ci blocca; ma non vogliamo restare a guardare. Denuncio quindi la gravità della situazione auspicando che il Generale Figliuolo annulli immediatamente il protocollo sottoscritto ovvero lo adegui ai prezzi di mercato anche per evitare l’evidente danno erariale del quale qualcuno dovrà pur rispondere. Noi dirigenti scolastici ci auguriamo che non ci ricada addosso nessuna responsabilità ma anzi rivendichiamo la correttezza del nostro operato sempre e comunque”.

LA PROPOSTA DI GIANNELLI (ANP)

Anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli, ripreso dal Fatto Quotidiano, si schiera dalla parte dei dirigenti indignati e lancia una proposta di cui si parla da tempo ma mai messa in pratica: “Il prezzo massimo fissato dal protocollo è ben superiore a quello praticato dal mercato libero, oltre che a quello reperibile su Mepa. Se il fondo di 45,22 milioni di euro previsto dall’articolo 19 del Decreto-Legge 4/2022 fosse gestito al meglio, anziché essere vincolato al protocollo, si potrebbero realizzare economie utilizzabili, ad esempio, anche per l’acquisto di dispositivi migliorativi della qualità dell’aria dei quali tanto si è parlato di recente”.

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