L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 febbraio 2022

Nonostante che gli inoculati muoiono, le liste di prescrizioni rimangono. Sei sano ma non ti sei inoculato con i farmaci sperimentali sei prescritto

Covid, in Italia via lo stato di emergenza ma resteranno le restrizioni

04/02/2022

Covid Italia: calo dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva. Se questo trend dovesse confermarsi, il 31 marzo addio allo stato di emergenza ma dovrebbero restare i divieti per i non vaccinati.


In Italia presto ci potrebbe essere un colpo di spugna per quanto riguarda lo stato di emergenza ma non per le varie misure restrittive, con il green pass nella sua versione base oppure rafforzata che dovrebbe restare in vigore.

Questo è il sentore che circola tra le fila del Governo, dove ci sarebbe soddisfazione per i dati Covid in miglioramento nel nostro Paese ma anche la convinzione che, quando arriverà il liberi tutti, sarà solo per chi è vaccinato.

“Nelle prossime settimane andremo avanti su questo percorso di riapertura. Sulla base dell’evidenza scientifica, e continuando a seguire l’andamento della curva epidemiologica, annunceremo un calendario di superamento delle restrizioni vigenti” ha spiegato Mario Draghi illustrando i dettami dell’ultimo decreto Covid licenziato dal Governo, sottolineando però come ci sia l’intenzione di “eliminare le restrizioni, anche in zona rossa, per chi è vaccinato”.

Appare così molto probabile che il prossimo 31 marzo non sarà prorogato lo stato di emergenza, ormai in Italia in vigore da oltre due anni, soprattutto se i dati Covid dovessero continuare a essere positivi.

Nell’ultima settimana infatti in Italia ci sono stati 200.000 nuovi casi in meno rispetto ai sette giorni precedenti, con anche i ricoveri in terapia intensiva in calo mentre quelli in area medica sono sostanzialmente stabili.

Resta invece ancora alto il numero giornaliero dei decessi, frutto del numero record di contagi che si è registrato nelle scorse settimane, ma se la curva epidemiologica dovesse continuare a migliorare anche in Italia presto si potrebbe dichiarare superata l’emergenza.

Italia: via lo stato di emergenza, non le restrizioni

“Lo stato di emergenza è probabile che non sarà prorogato. Per fine marzo abbandoneremo tante delle attuali restrizioni”. Così intervenendo a Metropolis si è espresso Pierpaolo Sileri, attuale sottosegretario alla Salute del Movimento 5 Stelle.

Il prossimo 31 marzo di conseguenza ci sono buone possibilità di una fine dello stato di emergenza, ma sul tema dello stop al green pass Sileri si è sbottonato molto meno “lo si deciderà in base all’andamento del virus”.

Se nel Regno Unito o in Danimarca l’addio alle misure restrittive è stato tout court e sopratutto per tutti, in Italia invece si dovrebbe procedere più lentamente e con una distinzione tra vaccinati e non vaccinati.

Da lunedì infatti in Italia non saranno più in vigore le restrizioni legate al meccanismo dei colori, anche in zona rossa, ma soltanto per chi ha completato il proprio ciclo vaccinale. Dall’11 febbraio invece sarà per tutti l’addio all’utilizzo delle mascherine all’aperto.

La data cerchiata con il circoletto rosso però è quella del 31 marzo quando scadrà lo stato di emergenza. Una decisione il Governo la prenderà solo all’ultimo, ma sembrerebbero esserci tutti i presupposti per uno stop tanto che già si sta iniziando a parlare di uno smantellamento del Cts.

A prescindere resterà in vigore fino al 15 giugno l’obbligo vaccinale per gli over 50 e per tutte le categorie di lavoratori interessate. Il green pass invece potrebbe essere utilizzato anche questa estate.

L’Unione Europea nei prossimi giorni estenderà la durata del certificato digitale, necessario per potersi spostare tra i vari Stati membri, fino a giugno 2023, ma per quanto riguarda la fine del nostro green pass come spiegato da Sileri si dovrà capire quale sarà la situazione sanitaria in Italia nei prossimi mesi.

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