L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 febbraio 2022

NoTav - La conferma che da ragione a chi si oppone da decenni al doppione della Torino-Lione

Tav, riparte la progettazione ma manca la copertura finanziaria

Febbraio 21, 2022


Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Riparte la progettazione della Tav nella tratta italiana, ma potrebbe rimanere solo sulla carta. Infatti, è allarme per la mancanza di fondi che sarebbero necessario per completare i lavori e ottenere i finanziamenti dell’Unione Europea. In particolare sembrerebbe che del costo di 1,7 miliardi di euro a disposizione ci siano solo 66 milioni.
Realizzare un progetto che non ha coperture economiche ha come conseguenza che il Cipess – nuovo nome del Comitato interministeriale per la programmazione economica – possa decidere di non approvarlo. Mettendo anche a rischio la possibilità per l’Italia di richiedere il co-finanziamento Ue del 50%.
Se nel contratto di programma tra ministero e Rfi, che sarà valido fino al 2026 ed è in corso di predisposizione, non saranno inserite le voci per finanziare il progetto a partire dal 2024, non sarà possibile appaltare i lavori. Una situazione che si era già verificata con l’iter di approvazione del progetto preliminare redatto da Rfi nel 2010. Ecco perchè chi ruota attorno alla Torino-Lione sta spingendo perchè il governo inserisca nel contratto di servizio le risorse necessarie per avviare i cantieri.

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