L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 febbraio 2022

oro, 1900 dollari per oncia

GOLD MOMENTS!

Scritto il  alle 09:02 da icebergfinanza

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Ieri all’improvviso la guerra in Ucraina è tornata alla ribalta, l’oro soprattutto ha riscritto la storia, superando quota 1900, ma soprattutto superando un livello strategico, quota 1850…

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Oggi il mondo intero a partire dalle banche di affari, conferma quello che abbiamo proposto all’inizio dell’anno in OUTLOOK 2022.

Mentre gli psicopatici continuano a forzare i prezzi del legname, il mercato immobiliare americano inizia a segnalare qua e la vistose crepe, nelle sue travi portanti…

A gennaio, crolla l’avvio di nuovi alloggi, sceso inaspettatamente del 4,1% a un tasso annuo di 1.638 milioni, al di sotto delle aspettative del mercato in un sondaggio Econoday che si è concentrato su 1.708 milioni di unità.

Come sempre le aspettative degli economisti erano di molto fuori strada.

Per il momento la colpa è della carenza di materiali e manodopera, e anche dei prezzi, in particolare del legname, ma anche l’esplosione  dei tassi ipotecari che inizia a fare molto male.

Ora basta che forzino ancora un po sui tassi e viene giù tutto, anche se nel fine settimane mi aspetto sorprese, viste le continue provocazioni in Ucraina.

Splendido l’ultimo movimento dell’oro che per il momento attenua le delusioni sui rendimenti, ma di questo parleremo insieme la prossima settimana nel manoscritto intitolato,” L’arte della guerra ”

https://icebergfinanza.finanza.com/2022/02/18/gold-moments-2/

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