L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 febbraio 2022

Sanità impazzita, che caz.o vuol dire chirurgia COVID

22 Febbraio 2022 09:00
Malasanità e Covid. Un vergognoso caso vissuto in prima persona


di Michele Metta

Da giornalista di questa testata, mi sono occupato di altri temi che non la ormai famigerata pandemia di coronavirus. Mi tocca necessariamente scrivere questo articolo per via di quanto segue.

Una mia carissima conoscente, ha contratto il covid subito dopo la terza dose. È stat male tutte e tre le volte. Ma –lei stessa spiegava– era sotto lo schifoso ricatto del “Se vuoi lavorare, ti devi vaccinare”. La terza dose ha avuto effetti devastanti. Non solo è stata daccapo molto male con tosse e febbre, spossatezza, e tanti altri sintomi, ma è persino insorta una occlusione intestinale. È ormai passata una settimana, e la situazione è assurdamente estrema. Ricoverata, infatti, all’ospedale Vannini di Roma, vengo informato che NON possono operarla lì stesso, perché NON sono chirurgia COVID. Il COVID è stato riscontrato lì stesso, tramite tampone, e descritto dall’ospedale come inaspettato proprio perché, come detto, la persona aveva assunto tutte e tre le dosi di vaccino.

Deve essere assolutamente trasferita di urgenza, e NON la trasferiscono, perché dicono che non si trova un ospedale con chirurgia COVID disponibile. Come è possibile???? È in pericolo di vita!

Che situazione è, dopo aver per tre anni tormentato tutti con l'importanza dei vaccini, e questa persona fa il terzo vaccino, sta malissimo, e addirittura contrae una occlusione intestinale??? Era emergenza tre anni fa, NON possono più chiamarla emergenza ora. Come è possibile che non abbiano attrezzato TUTTI gli ospedali per operare chi ha anche il COVID?? È uno schifo. Questa donna deve essere trasferita e operata! Inutili si rivelano puntualmente le mie chiamate al numero del Vannini, 0624291251.

Anno di grazia 2022, e questa è la sanità italiana. Mi vergogno di questo Paese.

Ho il dovere di aggiungere che esiste già il caso di Annamaria Mantile, l’insegnante 62enne del Vomero. Morta dopo aver fatto il vaccino. A quattro giorni dalla dose. Aveva manifestato vomito biliare, è un perdurante dolore, acutissimo, addominale. La morte è subentrata per infarto intestinale provocato dal sequestro, nella parete addominale, di un’ansa del tratto digerente. Esattamente come questa mia conoscente, anche la Mantile, oltre ai già descritti dolori atroci al ventre e il vomito biliare, aveva manifestato una estrema, inspiegabile forma di disidratazione.

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