L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 febbraio 2022

Stati Uniti sempre più isterici, dobbiamo averne paura sono militarmente forti e possono causare grossi guai

Per far male alla Cina, devastare l’Europa
Maurizio Blondet 4 Febbraio 2022

E’ la ideologia di Mackinder

Una cosa diventa sempre più chiara: mentre Stati Uniti e NATO (e loro media), intensificano attraverso dichiarazioni politico-mediatiche e forniture di mezzi di guerra, il discorso della prossima “invasione” russa, il presidente ucraino Zelensky non si sente a suo agio.

Il poveretto ha moltiplicato dichiarazioni contro il bellicismo verbale americano, fino a definire “eccessive” e “premature” certe azioni Usa.

Ha avuto una conversazione telefonica con Biden in cui il presidente ucraino – un ex comico, ricordiamolo – ha cercato ingenuamente di far capire alla sua controparte americana che la Russia non avrebbe attaccato subito, che avremmo potuto calmarci. Poche ore dopo, gli USA fanno sapere urbi et orbi che sono orgogliosi di poter proclamare il rafforzamento del loro sostegno militare all’Ucraina, la cui “integrità territoriale” è così importante per loro. Mentre scrivevo questo articolo, “il Pentagono ha diramato che c’è “Un piano di Mosca per invadere con un pretesto”, l‘operazione prevederebbe la diffusione di immagini di vittime civili, nel Donbass e lungo il confine russo, per suscitare sdegno dell’opinione pubblica contro il governo di Kiev. Zelenski e la elite che ha formalmente il potere capisce che il gioco sta andando troppo oltre, ma non un vero controllo sulle forze armate; non si sa se quegli ufficiali che vestono le mimetiche ucraine sul fronte del Donbass siano veramente ucraini. Secondo i russi, molti sono mercenari e ufficiali anglo-americani

Secondo analisti di cui non farò i nomi, il Deep State americano vuole davvero provocare una guerra : “devono” distruggere l’Europa per distruggere la Cina e la Russia.

Perché? Qui il Deep State globalista coniuga la dottrina talmudica (irresponsabilità verso il genere umano, animali parlanti – “La stabilità non è nell’interesse degli USA” – con l’ossessione della “Heartland” della Geopolitica di MacKinder, che è l’ideologia anglo per eccellenza.


“Il perno (pivot) geografico della storia” secondo Mackinder.

La superpotenza in declino vede avverarsi sotto i suoi occhi il timore di MacKinder: il fondersi – e fondarsi – della titanica “heartland”, l’immane continuità territoriale che giudica non solo invincibile, ma dominatrice del mondo: Cina-Russia ed Europa si integrano economicamente come “per destino manifesto”. L’Europa del resto è la vasta appendice occidentale della heartland; ha 500 milioni di consumatori solventi di merci e tecnologia cinese, riceve dalla Russia metà dell’energia di cui ha bisogno. “Distruggere economicamente l’Europa significa uccidere un mercato con il quale la Russia ha realizzato il 40% delle sue esportazioni e il 35% delle sue importazioni”, mi dice un analista.

Quanto alla Cina, il Deep State ha visto che Pechino sta attuando un concreto “decoupling”, disaccoppiamento delle due economie Usa-Cina, di cui il Deep State ha parlato senza realizzarlo “Decouplingvuol dire, per gli Usa, rilocalizzare la produzione delle imprese tecnologiche americane fuori dalla Cina in settori ritenuti strategici”. Sforzo più facile a formulare che a realizzare.

Ma invece è la Cina a farlo. Come? Fino ad oggi, il consumatore americano è il più grande acquirente di merci cinesi al mondo; lo ha fatto a debito, cosa che a molti sfugge. Pechino lo ha finanziato, comprando a quattro palmenti Buoni del Tesoro americano (“finanziamento al cliente” come si fa nelle vendite a rate), e accumulando questi pagherò in dollari. Oggi la Cina compra molti meno Treasuries, e si avvicina il tempo in cui non lo farà più, ciò che rischia di rivelare la vera natura del dollaro, riserva monetaria globale, come soldi di Monopoli.

Pechino può farlo con tanta più facilità, in quanto può quasi “naturalmente” sostituire il mercato dei consumatori Usa con i consumi interni (la propria classe media è ormai valutata in 400 milioni) e quello dei 500 milioni di consumatori europei

“Hanno sviluppato il progetto Silk Roads: corridoi terrestri e marittimi costituiti da autostrade, ferrovie – che traversano la heartland – e che aggirano le rotte controllate dalla US Navy, e d’altra parte, accorciano i tempi di transito delle merci dalla Cina all’Europa”.

Per di più, oggi i due partner – Mosca e Pechino – lavorano a stretto contatto e le loro azioni e dichiarazioni sulla scena internazionale sono vistosamente coordinate, compresa la recente richiesta russa di garanzie di sicurezza scritte e vincolanti agli Stati Uniti, appoggiata completamente dalla Cina.

Il Deep State può fare poco contro Cina e Russia direttamente, anche se non risparmia sforzi di sovversione e destabilizzazione (come abbiamo visto in Kazakistan) solo sull’Europa i mezzi per influire per scongiurare la fusione e le classi dirigenti di servi che le occorrono per lo scopo.

I servi sono ben riconoscibili nella UE: sono quelli che alzano più acuto il grido “La Russi sta per invadere l’Ucraina! Mandiamo truppe!”con grande sgomento di Zelenski. Sono quelli che in Germania hanno bloccato il Nord Stream 2 . Ma l’osservatore ci dice di più:

Da diversi anni le élite europee perseguono politiche il cui effetto è quello di ridurre il potere d’acquisto delle popolazioni. A medio e lungo termine, ciò ha causato la distruzione della classe media europea. Il fenomeno è cresciuto con l’entrata dell’euro, moneta “strutturalmente deflazionista” sotto l’austerità tedesca, che ha avuto l’effetto di distruggere il tessuto industriale, o almeno ha coinciso con il massiccio trasferimento di posti di lavoro nell’industria. Ora l’adozione del progetto Grand Reset di Davos (“2030 non avrai niente e sarai felice) e dei lockdown pandemici ha accelerato questa distruzione delle classi media in Europa. Questo ricorda la dekulakizzazione, una politica di distruzione dei piccoli proprietari agricoltori da parte dei bolscevichi dopo la rivoluzione russa. Tale inesorabilità delle élite globaliste sulle proprie popolazioni, sia volontaria o no, collabora e combacia perfettamente col disegno dl Deep State USA: rovinare economicamente e socialmente l’Europa, renderla sempre più dipendente dall’impero americano sul piano militare, politico ed energetico : gli USA hanno chiesto al Qatar di fornire più gas – appena la UE eleverà contro la Russia “”sanzioni” che danneggeranno più l’Europa che la Russia.

A conferma di quanto ho scritto sopra, un titolo del DWN del 4 febbraio:

Cina e Russia hanno firmato venerdì un importante accordo trentennale nel settore del gas denominato in euro anziché in dollari.


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