L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

Sul contenuto una risposta non risposta sul metodo una soffiato a un quotidiano che pubblica stralci, l'ambiguità degli Stati Uniti continua, viaggia nel torbido

Mercoledì 2 febbraio 2022 - 09:31
La risposta di Usa e Nato a Putin: i documenti inviati a Mosca
Possibile dialogo su disarmo e fiducia, ma Alleanza aperta a Ucraina


Roma, 2 feb. (askanews) – Stati Uniti e Nato non intendono firmare un trattato bilaterale sulla sicurezza in Europa con il governo di Vladimir Putin e, rimanendo fedeli al principio delle “porte aperte” della Nato, si oppongono alla richiesta di Mosca di impedire l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza.

L’amministrazione Usa e la Nato offrono invece al leader del Cremlino di “negoziare accordi di disarmo e misure di rafforzamento della fiducia in diverse sedi” come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Osce, il Dialogo per la stabilità strategica Usa-Russia e il Consiglio Nato-Russia, “il cui successo condiziona l’inizio di un’attenuazione della minaccia militare russa sull’Ucraina”. E’ quanto emerge dalle risposte scritte di Stati Uniti e Nato alle richieste della Russia per una riduzione delle tensioni attorno all’Ucraina, visionate dal quotidiano spagnolo El Pais.

“La posizione del governo degli Stati Uniti è che progressi possono essere raggiunti solo su questi temi”, misure di disarmo e fiducia, “in un contesto di attenuazione delle azioni minacciose della Russia nei confronti dell’Ucraina”, ha avvertito il governo di Joe Biden. “Considerando il dispiegamento militare sostanziale, unilaterale e ingiustificato in corso, in e attorno ad Ucraina e Bielorussia, chiediamo alla Russia di ridurre immediatamente la situazione in modo verificabile, tempestivo e duraturo”, ha sottolineato da parte sua la Nato.

Tuttavia, le carte della Nato e della Casa Bianca non sono identiche e c’è una certa differenza. El Pais spiega che la principale divergenza consiste nel fatto che gli Stati Uniti sono disposti a discutere il concetto di “indivisibilità della sicurezza”, che l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha approvato nel 2010. “Mosca lo ha aggiunto nel primo articolo della sua bozza di trattato, poiché si basa su questo principio per sostenere che l’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato pregiudicherebbe la sua sicurezza”, si legge.

Il testo statunitense, d’altra parte, non condivide il punto di vista russo e sottolinea che il concetto di indivisibilità della sicurezza “non può essere visto isolatamente”. Ma Washington è disposta ad affrontarne le “rispettive interpretazioni”. “Gli Stati Uniti e la Russia hanno anche riaffermato il diritto intrinseco di ogni stato di scegliere o modificare liberamente i propri accordi di sicurezza, inclusi trattati e alleanze”, si sottolinea.

Secondo i documenti rivelati da El País, gli alleati ritengono che a Mosca è già stato assegnato uno status insolito, privilegiato. “A nessun altro partner è stata offerta una relazione comparabile o un quadro istituzionale simile. Tuttavia, la Russia ha infranto la fiducia al centro della nostra cooperazione e ha sfidato i principi fondamentali dell’architettura di sicurezza globale ed euro-atlantica”, è stato sottolineato. “L’inversione dell’escalation militare dentro e intorno all’Ucraina sarà essenziale per ottenere progressi sostanziali”, hanno aggiunto.

Sia la Nato che gli Stati Uniti hanno affermato che non avrebbero negoziato su chi può o non può essere membro dell’Alleanza, mentre Washington si è detta disponibile a discutere il Trattato sul nucleare, prevedendo delle “restrizioni” purché “reciproche”, nell’entità e nell’ambito delle manovre e delle esercitazioni militari svolte con gli Alleati. “Siamo disposti a prendere in considerazione accordi o intese con la Russia su questioni di interesse bilaterale, ad includere strumenti scritti e firmati che affrontino le nostre rispettive preoccupazioni in materia di sicurezza”, hanno confermato. “Gli Stati Uniti sono disposti a discutere misure di trasparenza reciproca basate su condizioni e sul reciproco impegno di Stati Uniti e Russia ad astenersi dal dispiegare sistemi missilistici offensivi a terra e forze permanenti con una missione di combattimento sul territorio dell’Ucraina”.

Ma, al tempo stesso, nessun passo indietro sarà fatto da Washington sulla politica dell’Alleanza: “Gli Stati Uniti continuano a sostenere fermamente la politica di porte aperte della Nato”. “La posizione del governo degli Stati Uniti è che i progressi possono essere compiuti su questi temi solo in un ambiente di de-escalation rispetto alle azioni minacciose della Russia nei confronti dell’Ucraina”, è scritto nelle conclusioni del documento statunitense.

Coa/Pie

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