L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 febbraio 2022

un Prodotto interno lordo drogato da una tantum. Che differenza se si assume almeno un milione di giovani nella pubblica amministrazione, questo si che sarebbe un investimento strutturale che lenirebbe le grandi ferite che gli stessi decisori stanno continuando a fare al paese e al popolo

PIL 2021: un Rimbalzo Ottico?
Quanti fattori una tantum sotto il +6,5%?
4 febbraio 2022
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa


Si fa un gran parlare della crescita registrata nel corso del 2021, un +6,5% da record come non se ne vedeva da trent'anni. Vero è anche che nel 2020 il PIL aveva registrato un -8,9% e che dunque non abbiamo ancora recuperato completamente quella botta.

Due fattori hanno ancora turbato nel corso del 2021 i comportamenti sociali ed economici: le misure nuovamente introdotte a fine estate per contrastare la prosecuzione della epidemia dopo l'alleggerimento estivo; l'aumento dei carburanti e quello dell'energia elettrica che si sono manifestati nella seconda metà dell'anno. Il governo è intervenuto tempestivamente, sia a luglio che a settembre, per cercare di ridurre l'impatto sulle bollette delle famiglie meno abbienti e delle microimprese. Altre risorse sono state messe in cantiere per contenere gli aumenti che scatteranno a marzo prossimo.

Per quanto riguarda il 2021, c'è dunque un primo dato, purtroppo negativo, che riguarda l'economia reale: non tutte le attività economiche e sociali hanno potuto riprendere il loro corso.

C'è stato un secondo aspetto, invece assai positivo, ma che andrebbe valutato con molta attenzione in quanto può incidere sulle dinamiche future del PIL rallentandole: si è dato corso ad una serie di attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, in campo edilizio ed immobiliare, dal rifacimento delle facciate alle ristrutturazioni, o con la installazione o sostituzione di impianti ed attrezzature volte a migliorare il bilancio energetico.
I diversi bonus fiscali hanno avuto un duplice effetto: se per un verso consentono ai proprietari di recuperare i pesanti ritardi manutentivi accumulati nel passato, per l'altro anticipano spese che sarebbero state effettuate più avanti nel tempo. Questo significa che, come accade con i "bonus per la rottamazione" delle auto, il mercato è drogato momentaneamente, accelerando acquisti che erano programmati per il futuro. Una volta che la vettura è stata sostituita o che i lavori di manutenzione edilizia e di risparmio energetico sono stati effettuati, inizia un periodo di stasi prolungata. Un rimbalzo siffatto anticipa attività future.

Il secondo aspetto riguarda l'andamento dei prezzi, su cui è necessario un approfondimento: molti imprenditori edili hanno fatto incetta di contratti, spinti dalla fretta dei proprietari e dai condomini che non volevano perdere la finestra di opportunità temporale dei bonus fiscali, per i quali sono stati previsti termini perentori e limiti assai stringenti, che un solo po' alla volta sono stati differiti e alleggeriti.

Il picco dei contratti in campo edilizio e delle correlative cessioni del credito fiscale ha influenzato favorevolmente il fatturato delle imprese contraenti e quello dei fornitori: tutti hanno cercato di fare magazzino bloccando i prezzi del materiale per evitare di andare incontro a brutte sorprese. L'ingorgo c'è stato comunque, con i prezzi aumentati a dismisura.

Ci sono due dati che vanno considerati: da una parte c'è stato un aumento delle fatturazioni, che corrispondono a lavori che si dovranno materialmente effettuare soprattutto nel corso del 2022; dall'altro una anticipazione della produzione di materiali destinati al magazzino, che serviranno per la realizzazione dei lavori nel corso del 2022. Anche qui, il rimbalzo sottende una sorta di anticipazione.

Questa dinamica accelerata delle scorte potrebbe essersi verificata anche in molti altri settori produttivi, soprattutto in quelli industriali e della distribuzione: la strozzatura delle forniture e l'aumento dei costi del trasporto delle merci potrebbero aver indotto ad accelerare le importazioni e gli acquisti che altrimenti sarebbero stati effettuati più avanti, nel 2022.

Nel 2022 potrebbero continuare gli aumenti dei prezzi delle materie prime all'importazione e quelli dell'energia, magari soltanto mantenendosi ai livelli già raggiunti, riflettendosi sempre di più sulle vendite al dettaglio, a mano a mano che le imprese cercheranno di scaricarli a valle non potendo assorbirli completamente attraverso la compressione dei costi e dei margini di profitto.

Non ci sono ancora dati analitici di contabilità nazionale relativi al 2021, né previsioni aggiornate per il 2022 che ne tengano conto. Potrebbe darsi infatti che nel 2021 ci sia stata una forte anticipazione "una tantum" delle attività che fisiologicamente si sarebbero verificate nel 2022 o anche più avanti, creando l'illusione di un forte rimbalzo. E può darsi anche che i diversi fenomeni di anticipazione degli acquisti per il magazzino abbiano addirittura forzato l'aumento dei prezzi, che ora graveranno sul 2022.

Quanti fattori una tantum sotto il +6,5% del PIL?

PIL 2021: un Rimbalzo Ottico?

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