L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 marzo 2022

Armi, biolaboratori creati per la distruzione di massa, il volere il nucleare, un set hollywoodiano efficientissimo con tanto di sceneggiatori, comparse di alto livello. Il negare il Principio d'indissolubilità della sicurezza. La velocità con cui il clero televisivo, il Circo mediatico ha cambiato narrazione da quella dell'influenza covid allo scenario di guerra.Quanti indizi che gli Stati Uniti hanno preparato con cura un contesto bellico insieme ai nazisti al governo dell'Ucraina

Da Covid 19 a Putin 22



Chiunque sia in grado di collegare gli eventi in un quadro che non sia solo il riflesso incoerente di uno specchio rotto ha ormai molti indizi per ritenere che la guerra ucraina sia stata deliberatamente voluta dai poteri occidentali come booster sociale dopo la pandemia: l’effetto che questo conflitto produce colpisce in maniera drammatica i ceti popolari e quelli medi già falcidiati dalle misure anticovid continuandone ed estendendone la logica. Le sanzioni formulate verso uno dei maggiori produttori mondali di materie prime e di cibo, sta già provocando un’interruzione senza precedenti delle catene di approvvigionamento globali che già si erano affacciate durante la pandemia , esacerbando la carenza di carburante, il costo dell’energia, dei generi alimentari e tecnologici, inducendo livelli cronici di inflazione. Così negli anni a venire la combinazione di crescita inesistente e inflazione incontrollata costringerà la popolazione a contratti di lavoro a bassissimo salario o/e estremamente precari con un aumento esponenziale di controllo, di compressione delle libertà, compensate da elemosine sociali sotto forma di redditi di cittadinanza che se permetteranno la mera sopravvivenza nella decrescita infelice, toglieranno qualsiasi peso politico alle persone. Insomma è un altro pezzo di quel medioevo prossimo venturo profetizzato nel reset.

Non si tratta più di ipotesi, tanto per abbandonare la neo lingua della disinformazione e i suoi stantii tentativi di ridurre ogni ragione a complottismo e ogni assenza di pensiero a verità , ma di cose evidenti perché il conflitto ucraino è stato esplicitamente voluto e provocato: si pensi solo al continuo invio di armi a Kiev di fronte alla richiesta russa di uno status neutrale dell’Ucraina, la sua smilitarizzazione, l’autonomia della Crimea e delle repubbliche del Donbass così come chiesta dalle popolazioni di quelle aree. Allora qual è la strategia della Nato che ha indotto il comico – tragico Zelensky a provocare fino all’estremo Mosca anche con il ricatto nucleare? Di sicuro l’azione russa ha costretto l’amministrazione americana per bocca di Victoria Nuland a confermare l’esistenza di laboratori per la guerra biologica nel territorio ucraino, cosa sempre fermamente negata e anche i loro legami con Big Pharma, con l’Oms e il famoso guadagno di funzione da cui sarebbe nato il coronavirus. E’ anche possibile che ci sia un legame specifico tra le due cose, ma in ogni caso tutto questo rivela la correlazione tra le varie agende del potere imperiale la cui sorte è ormai legata ad una continua espansione della base monetaria e dunque di un indebitamento senza fine, degli stati, delle famiglie, dell’economia reale . E per superare questa profonda crisi del capitalismo nella sua fase finanziaria terminale, l’emergenza di ogni tipo è assolutamente vitale: in questo senso Putin e il Covid svolgono la stessa funzione, vale a dire quella di permettere la continuazione della gigantesca creazione di denaro con la quale si stimolano i mercati e si uccide l’economia oltre che la democrazia, ormai considerata un ferrovecchio di cui liberarsi al più presto. Prima la paura della malattia e quando questa è diminuita e la narrazione è diventata ridicola e ha messo in luce senza equivoci i suoi intenti autoritari, ecco il richiamo alla guerra che spezza qualsiasi tentativo di un ritorno alla normalità.

Nel casinò planetario della finanza, il venire meno di una fabbricazione continua di denaro porterebbe a un crollo rapidissimo del sistema e dunque la sopravvivenza dell’ elite di comando dipende ormai esclusivamente dalla capacità di mantenere il mondo sull’orlo di una qualche catastrofe, cosa che oltretutto aumenta anche il suo potere: chi dice che Putin è pazzo non si accorge di essere gestito da una classe psicotica e sociopatica e non vede come dal Covid 19 si è arrivati al Putin 22, come dice il professor Fabio Vighi in un articolo sul Philosophical Salon quasi senza soluzione di continuità e con un tempismo che raramente potrebbe essere generato da eventi casuali. Il che ovviamente non significa che il sistema di controlli instaurato con la pandemia verrà smantellato: anzi ad ogni inverno con l’arrivo del raffreddore e dell’influenza esso sarà ribadito, a meno di insurrezioni peraltro improbabili proprio a causa dei sistemi di controllo instaurati come parte del neo totalitarismo. La scarsità di lavoro e la rapina di dignità delle persone, l’impoverimento della società, l’assenza di futuro verrà in qualche modo giustificato dall’intento di “salvare il pianeta” altro costrutto ideologico, interpretato in chiave maltusiana che renderà la schiavitù la “cosa giusta” da sopportare e un altro dovere civico di cui i più idioti si fregeranno. L’unica fortuna che rimane a persone la cui cultura si esaurisce nella facoltà desiderante è che esiste un mondo altro che non vuole essere trascinato su questa strada, un mondo che rappresenta peraltro la stragrande parte dell’umanità. Anzi a ben vedere ormai l’unica.

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