L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 marzo 2022

Bla bla bla, chi vuole il gas lo deve pagare in rubli, a seguire i dettagli tecnici

Come funzionerà il pagamento del gas russo?



Tutte le novità su gas e rubli dopo l’annuncio di Putin. L’analisi di Giuseppe Liturri

Questo pomeriggio con un decreto il presidente russo Vladimir ha disposto le nuove condizioni che i compratori di gas russo dei “paesi ostili” dovranno osservare da domani 1 aprile. In mancanza, saranno sospese le forniture.

Stando alle prime sintesi rilanciate dalle agenzie internazionali, quella che sembrava solo una minaccia o un passaggio meramente formale per i clienti russi di Gazprom, ha assunto invece i tratti concreti di una disposizione finalizzata a far tornare disponibili per i russi i proventi che oggi finiscono nelle maglie delle sanzioni.

In particolare, per comprare gas russo, sarà necessario che il compratore apra un conto in euro presso Gazprombank, quest’ultima converta obbligatoriamente l’intero importo in rubli in un conto speciale acceso sempre a nome del compratore, e poi da questo conto sia possibile disporre il pagamento in rubli a favore del fornitore russo.

Tutto questo – e qui è la differenza – sarà un onere tutto a carico del compratore, seppure con l’obbligata intermediazione di una banca russa che gestirà il cambio dalla valuta forte al rublo.

In sostanza, Putin chiede ai compratori europei di aprirsi un conto in rubli, seppure mettendo formalmente l’onere della conversione da euro a rubli a carico della banca russa intermediaria che ha ancora tempo fino al 10 aprile per definire le procedure attuative del decreto.

In questo modo, fino a quando Gazprombank sarà esclusa dalle sanzioni UE ed Usa, che invece colpiscono la banca centrale russa, sarà possibile, sempre che i clienti della UE accettino questa procedura, continuare a comprare gas russo.

Dalle prime reazioni del mercato del gas, il cui prezzo è repentinamente salito, la contromossa di Putin pare condurre ad un inasprimento delle tensione.

Le prossime ore saranno decisive per comprendere le reazioni occidentali.

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