L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 marzo 2022

Ci si allontana dai neonazisti

Zelensky alla frutta: ora prende le distanze dai nazisti



Il governo ucraino e Zelensky in particolare sentono ormai avvicinarsi il momento della disfatta e ciò che può muovere sulla scacchiera non sono truppe ormai scomparse o comunque non più in grado di operare efficacemente, ma le chiacchiere, soprattutto quelle che preparano un alibi per la strage di civili dietro la quale appendere le ultime speranze ricattatorie di Kiev oppure per gestire un “dopoguerra” piuttosto agitato e la piccola Norimberga che almeno per questo verrà allestita. Infatti a sorpresa si apprende che il reggimento Azov che da otto anni è al centro della politica ucraina con la sua purissima ispirazione neonazista, adesso si sarebbe ribellato: il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino ha scritto il seguente messaggio infatti al Ministro dello sviluppo comunitario e territoriale, proprio quello che vedete nell’immagine all’inizio del post:

Caro Alexei Mikhailovich!

Desidero informarvi che, in base alla situazione del 4 marzo 2022, oltre il 40% del territorio dell’Ucraina è occupato e controllato da divisioni delle forze armate russe. Più del 75% del potenziale militare delle forze armate ucraine è stato distrutto.

C’è un forte conflitto tra i battaglioni “Azov” e le forze armate ucraine. Il reggimento nazionalista non obbedisce più agli ordini.

Non ci aspettiamo alcun vero aiuto militare per l’Ucraina da parte della NATO. In considerazione di quanto sopra, vi chiedo di partecipare ad una riunione straordinaria a porte chiuse…

Non si vede il motivo di scrivere informative su eventi che sono certamente già a conoscenza di tutti i membri del governo, se non quello di cominciare a prendere le distanze dal reggimento Azov peraltro da molto tempo integrato nell’esercito come tutti gli altri 40 raggruppamenti di ispirazione nazifascista e così prendere anche le distanze dalle stragi che questi fanatici potrebbero provocare nella popolazione civile usata come scudo umano. Nel contempo questa mossa è tesa a smorzare le complicità dei governi fantoccio di Kiev nel sostenere e finanziare i gruppi di ispirazione nazista su cui il potere ucraino si è appoggiato. Tuttavia il superfluo messaggio fra i due alti personaggi del governo di Kiev e il fatto che esso sia trapelato sembra pare proprio una delle tipiche mosse ispirate dal dipartimento di stato americano giustamente preoccupato che venga fuori tutto il favore e i soldi concessi alle bande di Pravy Sector dall’occidente, come guardiani di un golpe che senza un nazionalismo inconsistente e di matrice puramente ideologica si sarebbe ben presto esaurito.

Non è certo un caso che nel “mondo libero” a cominciare dall’Europa siano stati messi al bando i siti informativi russi giusto in tempo per attenuare l’impatto di una epocale sconfitta occidentale e per evitare che giungano notizie sul modo con cui gli Usa e l’Europa, tramite le forze di ispirazione nazista, hanno abusato dell’Ucraina e dei suoi cittadini che oggi si fanno finta di accogliere, secondo la normale logica di devastare prima i Paesi e poi immergersi nella retorica dell’accoglienza. La verità di un estremismo di destra coltivato e sviluppato fin dal 2004 dai servizi americani e inglesi perché si arrivasse a un golpe e perché successivamente impedissero qualsiasi ripensamento, è ancora troppo brutto da confessare. Soprattutto a cittadini che stanno subendo lo stesso trattamento ucraino.

Subito dopo la diffusione del messaggio è giunta notizia di un razzo lanciato dall’esercito ucraino contro uno squadrone della morte nazista vicino a Mariupol che è totalmente circodata dalle truppe russe . Non si sa se la notizia sia sia vera e se questo fatto – qualora confermato – vada semplicemente ad appoggiare la presa di distanza delineata nella lettera, sia stato cioè ordinato da dalla lontana Leopoli oppure significhi che reparti dell’esercito ucraino stano passando dalla parte russa, man mano che l’ubriacatura nazista durata 8 anni sta scemando e lasciando il posto a un’altra realtà.

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