L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 marzo 2022

Cosa ci stavano a fare i soldati ucraini in Georgia in una esercitazione Nato il 26 luglio 2021? La continua incessante provocazione alla Russia non poteva superare una certa soglia. Lunedì i nostri autotrasportatori si fermeranno, non per sciopero, ma per necessità, non è più conveniente portare in giro le merci… Mentre Draghi criminalmente continua a buttare benzina sul fuoco ucraino, spera ardentemente che si formalizzi la rivolta degli italiani che non riescono più a fare fronte agli aumenti dei prezzi

FAKE NEWS A GOGO!
Scritto il 11 Marzo 2022 alle 08:37 da icebergfinanza

Ci vuole tutto l’ottimismo di questo mondo per uscire dal pantano ucraino, tutto l’ottimismo possibile, soprattutto in mezzo a un oceano di incendiari che buttano benzina sul fuoco.

Bisogna partire da qui per comprendere cosa realmente è successo…


Il mondo è pieno di illustri personaggi che avevano messo in guardia dal rischio di un conflitto mondiale, ma che le abbia fatto l’attuale presidente degli Stati Uniti è surreale!

Consiglio atlantico degli Stati Uniti, 20 giugno 1997: il tema è l’espansione della Nato. Mentre JoeBiden annuncia lo stop all’importazione del petrolio di Mosca, ennesima sanzione in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, il sito della rivista americana Newsweek pubblica un video di quasi un quarto di secolo fa. Sul palco parla l’allora senatore Biden ed esprime un concetto: “Annettere alla Nato gli Stati Baltici” sarebbe l’unica mossa che rischierebbe di provocare una “riposta vigorosa e ostile” da parte della Russia.

La scintilla in mezzo alla camera da gas ucraina è stata l’esercitazione Nato questa estate in Georgia, con la partecipazione anche di truppe ucraine.

Le Forze Armate della Georgia hanno avviato, lunedì 26 luglio, le esercitazioni militari Agile Spirit, che si terranno in tre basi di addestramento del Paese. Si tratta di Senkai, nell’Ovest della Georgia, del meridionale Orfololo e di Vaziani, situato nella periferia della capitale Tbilisi.

A riferirlo, il medesimo lunedì, è stato il quotidiano russo Kommersant. Secondo quanto reso noto, alle manovre militari prenderanno parte 1.600 soldati georgiani e 700 statunitensi. A questi si aggiungeranno altrettanti 250.000 militari appartenenti a 13 Stati sia membri sia partner dell’Alleanza Atlantica. Tra questi, la testata russa ha menzionato le forze armate dell’Ucraina, le quali sono giunte nel Paese caucasico, approdando nel porto di Poti.

Certo puoi discutere sin che vuoi di chi ha invaso e chi è oggi l’invasore, ma se un orso dorme, non puoi continuare a tirarli sassi!

Ora l’incidente non è più un incidente ma una guerra, una guerra che con sanzioni e divieti sta isolando la Russia, allontanandola dall’Europa e avvicinandola alla Cina.

Lunedì i nostri autotrasportatori si fermeranno, non per sciopero, ma per necessità, non è più conveniente portare in giro le merci…

Molte imprese hanno già chiuso, i licenziamenti seguiranno, non è più conveniente produrre e qualcuno ha il coraggio di parlare di rischio iperinflazione.

Ieri il banchiere nel Consiglio dei ministri, ha parlato di rischio recessione, solo rischio?

Letta, addirittura ha suggerito di chiudere subito tutte le importazioni di gas e petrolio russo, geniali quelli che sino a ieri ciuccivano il latte da madre Russia, giocando a fare i comunisti.

Si leggono tante di quelle fesserie sui nostri giornali che non è difficile comprendere perchè siamo negli ultimi posti per lo squallore della stampa nostrana.

Il covid è morto e sepolto, faranno miracoli per farlo risuscitare al momento opportuno.

Ringraziamo la solerzia dei burocrati europei che sino a ora hanno dormito, sottovalutando le provocazioni della Nato, ma soprattutto ringraziamo il nostro banchiere, uno che con solerzia si è adeguato al suicidio di massa, autorizzando addirittura l’invio di armi all’Ucraina, giusto per trasformare il Paese in un pantano vietnamita.


Solo rischio? E’ già realtà!

Ieri ha parlato la regina degli strafalcioni, non avevo dubbio, la stupidità dei banchieri centrali non ha confini, figurarsi un manichino.

Ha aperto la bocca e ha fatto volare i tassi, i rendimenti ovunque in Europa, soprattutto in Italia, lo spread è tornato alla fatidica quota di Machiavelli, 170 sopra c’è il vuoto!

Bla, bla, bla, le solite cose, per chi vive fuori dal mondo, “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta in Europa” ha detto, però noi andiamo avanti a giocare al falchetto dove lo metto!


E’ pieno di inutili tedeschi che urlano alla Repubblica di Weimar, falchi ovunque a Francoforte, però la Bce ha rivisto pesantemente in peggio sia le stime sulla crescita, sia quelle sull’andamento dell’inflazione.

Qualche pirla oggi mi chiede se la vedo ora l’inflazione, non ci vuole la scienza per capire che con un petrolio sopra 100 continuerà a salire, a noi interessano i tassi e quelli credetemi non saliranno più di tanto, diversamente salterà tutto in aria e l’implosione deflattiva sarà terribile.

Non siamo negli anni settanta o ottanta, dove i salari volavano insieme all’inflazione e il lavoro abbondava, oggi c’è deflazione o stagnazione salariale ovunque e le aziende chiudono.

Nessuno assume in mezzo a questo inferno, nessuno!

I salari reali, ovvero depurati dall’inflazione, stanno collassando in America, figurarsi in Italia.


thanks to ZeroHedge

Ma ovviamente il banchiere centrale di turno che ha il cervello depositato in una biblioteca, basta acquisti di titoli ma la stretta monetaria potrebbe esserci a partire da luglio, sempre che a luglio ci sia ancora l’Ucraina e l’Europa.

Lagarde insiste che non si è trattato di un’accelerazione verso la stretta e che potrebbero passare “settimane o mesi” prima che il Consiglio direttivo decida una stretta monetaria, dopo la fine dei programmi di acquisti – e sarebbe, peraltro, la prima in un decennio. Nel comunicato, rispetto ai precedenti, la formulazione è cambiata dall’avviso di terminare la fase emergenziale “poco prima” del rialzo dei tassi a “qualche tempo dopo”. Ma la stragrande maggioranza degli analisti ha già interpretato le decisioni della Bce come un ritorno più veloce a tempi molto meno generosi. Del resto, è la tendenza in atto anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito – a fronte di un’inflazione molto più alta che in Europa.

Ma risulta così difficile comprendere che più questa guerra durerà e più le economie europee finiranno in una nuova depressione economica e che eventuali aumenti di prezzo non saranno assorbiti dai consumatori alla canna del gas.

Lo stanno già suggerendo le aziende, non è più conveniente produrre, figurarsi se alzano i salari o assumono, ma si sa, il ragionamento è difficile per coloro che credono che questa guerra sarà uno scherzo.

Ieri sono usciti i dati sull’inflazione al consumo USA, titoloni per il nuovo record mai visto da 40 anni, in realtà lo scorso mese era uguale e oggi però in mezzo c’è una guerra e un prezzo del petrolio che ha sfiorato i 130 dollari.

Ieri i rendimenti americani hanno superato i massimi annuali ma l’asta a 30 anni di ieri è stata stellare, un vero e proprio boom cone un aumento vertiginoso della domanda estera al 2° posto più alto mai registrato nella storia del Tesoro americano.

Un rendimento del 2,375 rispetto al 2,34 del mese precedente, variazione minima, nonostante il terrore dell’inflazione e un mercato che spera ancora in una guerra lampo!

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