L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 marzo 2022

Dopo aver rubato 300 miliardi in dollari alla Russia e non accetti il pagamento che il derubato ti fa e lo dichiari fallito, tu debitore non ti becchi una lira e perdi tutti i tuoi soldi e se questi ti servivano per campare muori. Se servivano per pagare a tua volta altri creditori e non puoi onorare il debito scarichi obbligatoriamente sugli altri l'onere e questo come una catena di sant'Antonio un piccolo grande tsunami. E se poi vuoi anche il grano dal derubato non so se te lo da

RUSSIA: oggi è il D-Day (Default Day)

Scritto il  alle 07:35 da Danilo DT

L’attenzione degli operatori è tutta per la guerra in Ucraina, ci mancherebbe, e subito dopo al meeting FOMC che dovrebbe decretare un aumento dei tassi di 25bp. Ma non solo. Infatti proprio oggi potremmo assistere al default della Russia in modo ufficiale.
Infatti è il giorno in cui andranno a scadere oltre 100 milioni di dollari di cedole di due bond russi. Cosa farà Mosca?

Il rimborso in valuta forte è dato per molto improbabile. Quello che sembra nell’intenzione di Mosca è il pagamento sempre di 100 milioni, ma non in USD. Bensì in rubli svalutati.
E’ ovvio che è una scelta non gradita dagli investitori che comporterebbe per Mosca il default.

Quali sono questi due bond?

  • Russia 4,875% 16/09/2023
  • Russia 5,875% 16/09/2043

E questa non è che la prima puntata. Infatti a seguire ci sono altre due scadenze importanti: il 31 marzo ( 359 milioni di USD su un bond al 2030) e il 4 aprile quando invece avremo il test della scadenza. Un bond da nominali da 2 miliardi di dollari.
Tra alti e bassi il Rublo, contro Dollaro, ha subito causa guerra una svalutazione di un 30%. Il che significa per i bondholder subire uno sconto sul valore della cedola pari appunto alla percentuale sopra esposta, se consideriamo le quotazioni a inizio 2022.

Se poi guardiamo il comportamento del Rublo, rispetto al suo valore storico, lo sconto aumenta sensibilmente. Immaginate il danno se i rimborsi dei bond venissero fatti in valuta locale. Dal 2020 è a -50%.

Chart USDRUB by Tradingview

Ricordo che il governo russo avrà a disposizione 30 giorni di tempo per provvedere a sanare i suoi obblighi. Passati tali termini, sarebbe default. Tutti speriamo che tra 30 giorni sia arrivato un compromesso, un accordo, quello che volete che possa fermare il conflitto. Intanto se domani il pagamento sarà congelato o pagato in Rubli, sarà un primo passo verso il concreto default.

E cosa comporterebbe il default per Mosca? Beh, oltre alle limitazioni e alle sanzioni ben note, il default comporterebbe una dichiarazione irreversibile di “paria” finanziario per Mosca, il sequestro di ulteriori asset finanziari, un’impennata ulteriore del costo del debito, la liquidazione obbligatoria di bond russi dai portafogli di centinaia di fondi, in una parola un quasi-collasso finanziario con inevitabili ripercussioni globali, dall’export ai fondi esteri esposti verso la Russia costretti a liquidare anche con gravi perdite. Non scordatevi che con il default, tutto il debito diventa (teoricamente) immediatamente esigibile.

RUSSIA: CDS alle stelle

STAY TUNED!


https://intermarketandmore.finanza.com/russia-oggi-e-il-d-day-default-day-94274.html

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