L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 marzo 2022

Fly zone è un gioco a perdere. Estendere sull'Ucraina una zona di influenza aerea della Nato significa andare incontro a una guerra nucleare, un punto decisivo irrinunciabile della Russia

No brain zone



Il mondo è davvero bizzarro perché alcuni dei suoi abitanti sembrano piuttosto venire da Marte, come ad esempio quelli che chiedono la no fly zone della Nato sull’Ucraina dimostrando di vivere in una sorta di no brain zone e non sembrano rendersi conto che questo significherebbe la guerra totale perché la Russia non è l’Afghanistan completamente privo di aviazione o l’Iraq con pochi aerei molti dei quali obsoleti dove è facile e senza rischi imporre un divieto di volo: qui parliamo di un Paese che ha migliaia di caccia eccellenti, i migliori missili contraerei che ci siano, di gran lunga superiori ai sistemi americani e quindi un tentativo in questo senso non significherebbe altro che un carnaio per qualche ora e poi la guerra nucleare. Si conferma il sospetto che ho sempre espresso su questo blog quando mi è capitato di parlare di argomenti militari e cioè che la disattenzione verso i problemi posti dalla partecipazione alla Nato derivi dalla convinzione che essa sia di fatto invincibile anzi onnipotente e che dunque potrebbe permettersi qualsiasi cosa senza mettere seriamente a rischio l’incolumità delle persone. Certo quasi un secolo di propaganda e di mitificazione dell’America non potevano che portare a questi esiti e anche a una grottesca sopravvalutazione dei mezzi disponibili, basta vedere la beatificazione di una ciofeca come l’F35 venduto alle colonie europee, prima che il Pentagono annunciasse la necessità di progettare un altro velivolo.

Se ci si rendesse conto che finora si è maramaldeggiato con Paesi non in grado di difendersi da una pletorica macchina da guerra la quale tuttavia, messo piede a terra, si rivela molto fragile e va incontro quasi sempre a delle sconfitte, forse si sventolerebbero meno bandiere e si avrebbe meno odio per la Russia e più dubbi su chi ci governa in nome del capitale e perciò suggerisce ai meno dotati che la non istituzione di una fly zone sia di fatto una scelta politica, non una impossibilità pratica. Se lo si potesse fare davvero non esisterebbe nemmeno la questione Ucraina perché la Russia non sarebbe in grado di fare resistenza e di passare al contrattacco Persino le persone ostili alla narrazione anti russa quando deprecano la richiesta della no fly zone non mettono bene in chiaro l’ impossibilità di attuarla e dunque la stupidità assoluta nell'evocarla, prima ancora della scellerata opzione della guerra totale.

Questa assurda sicumera dovuta alle imprese di bombardamento che peraltro non si sono mai fermate dalla seconda guerra mondiale in poi crea anche una deformazione di giudizio e così si pensa che la Russia nell'avanzare in Ucraina lentamente senza devastare le città come avrebbe fatto la Nato, sia spia di una certa debolezza. Ma è soltanto perché siamo abituati da secoli alle stragi di civili che permettono poi invasioni rapide anche se incerte. Questa del resto è esplicitamente la dottrina bellica dei Paesi anglosassoni: terrorizzare la popolazione per ottenere la resa e il cambio di regime. Ciò si lega direttamente alla nascita stessa dell’impero britannico che doveva sopperire ai pochi uomini disponibili in relazione alle regioni di cui si voleva impadronire, agitando la minaccia delle cannoniere contro le città. Questo modus operandi ha avuto tanto successo che è stato poi applicato in maniera massiccia con lo sviluppo dell’aviazione: tutta la seconda guerra mondiale ha visto bombardamenti non tanto rivolti a colpire le forze militari o le fabbriche, ma le popolazioni. Questo è accaduto anche con lo sgancio delle due atomiche e poi via via in tutte le altre guerre. Così siamo talmente abituati al nostro terrorismo che consideriamo una visione diversa delle strategie militari come debole e inefficace. Ogni tanto però sarebbe bene guardarci allo specchio.

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