L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 marzo 2022

Gazprom in questi giorni ha pagato per intero e in dollari gli 1,3 miliardi di scadenza obbligazionaria e i vuoti che le società occidentali hanno lasciato sono stati riempiti dalla Cina. Eurasia non è Cina ma qualcosa di molto più complesso e non capirlo dimostra l'inadeguatezza, si scrive ma non si pensa

THE NEW ORDER: CINA pigliatutto, ecco perché dominerà il mondo

Scritto il 9 Marzo 2022 alle 07:40 da Danilo DT



Premessa: io e l’ho poi detto in tempi non sospetti. Questa crisi in Est Europa ha come vincitori sul campo la Russia, e come perdenti sicuri l’Ucraina, l’Europa e la popolazione russa.

Gli USA, ne escono non con le ossa rotte, sarà non di poco conto l’effetto contagio che subirà l’economia americana per la debolezza soprattutto dell’Europa. E poi c’è la Cina, la vera vincitrice. Quella che farà da mediatore, quella che quindi si prenderà anche i galloni diplomatici come potenza globale. Quella che, come vi ho descritto, prende le distanze da quanto sta facendo Mosca ma allo stesso tempo dice che i rapporti con la Russia non sono mai stati così forti.

Si parla sempre di quella Cina che nel 2030 è vista come economia più potente del pianeta e che mette in secondo piano il colosso a stelle e strisce.

Volete qualche conferma in più?
Bene, ricordate che nel post precedente ho parlato del Russian Armageddon? Rublo in crisi, tassi alle stelle e borse al collasso? Ecco che arrivano i predoni della muraglia cinese. Infatti la Cina sta considerando di entrare nel capitale delle aziende russe di energia e materie prime, tra cui Gazprom e Rusal, al posto delle società occidentali in uscita. Mossa ritenuta funzionale alla sicurezza energetica e alimentare cinese, ma non solo. E’ un ulteriore sigillo dell’alleanza cinorussa, con Pechino che diventa anche “azionista di riferimento” con voce in capitolo.

(…) China is considering buying or increasing stakes in Russian energy and commodities companies, such as gas giant Gazprom PJSC and aluminum producer United Co. Rusal International PJSC, according to people familiar with the matter.
Beijing is in talks with its state-owned firms, including China National Petroleum Corp., China Petrochemical Corp., Aluminum Corp. of China and China Minmetals Corp., on any opportunities for potential investments in Russian companies or assets, the people said. Any deal would be to bolster China’s imports as it intensifies its focus on energy and food security — not as a show of support for Russia’s invasion in Ukraine — the people said. (…) [Source]



(…) Gazprom, una società statale russa, ha rivelato che le forniture ai suoi clienti europei sono state ridotte di oltre il 35,5%, o 9,8 miliardi di metri cubi (bcm), a gennaio e febbraio fino ad oggi, mentre i flussi verso la Cina attraverso l’interconnessione “Power of Siberia” sono aumentati. Il 14 febbraio ha segnato un nuovo record per le forniture giornaliere alla CNPC cinese. (…) [Source]


Dite che in realtà la Cina sapeva dell’invasione dell’Ucraina? Dite che magari è una mossa concordata con Mosca? Non credo sia così, piuttosto la storia insegna che Pechino da anni (vedi la politica con l’Africa) lavora per prendere il predominio di tutte le materie prime del pianeta. E non parlo solo di petrolio. Parlo di tutte le materie prime. Tanto si sa, da lì la produzione deve passare e se domino il mercato delle commodity, a cascata decido il buono ed il cattivo tempo su tutto il mercato e tutta l’economia.

E a conferma di tutto questo, ecco un altro tassello che completa il puzzle.
GAZPROM paga una scadenza

Innanzitutto una cosa di cui si è parlato molto poco. Forse perché non è negativa e quindi non fa notizia? Gazprom in questi giorni, contro ogni previsione, ha pagato per intero e in dollari gli 1,3 miliardi di scadenza obbligazionaria. Ma tu guarda, proprio una delle aziende su cui la Cina ha dato sostegno. Inutile dire che questo fatto ha subito mosso gli speculatori che si sono messi a caccia di tutto quello che prima era stravenduto perché considerato inesigibile.

Ma ora c’è un nuovo ordine, un nuovo patto di ferro. La Cina salverà la Russia, ma solo per il loro interesse e di certo non farà beneficienza.
E poi ci sarebbe la stranezza successa nella notte con il nickel. Se volete approfondire l’argomento, leggete qui questo articolo che vi spiega bene cosa è successo. Ma forse è persin superfluo perché non è nulla oltre quanto ho scritto sopra.


La morale è semplice e ve la riscrivo.

La Cina, con la Russia, ha fatto un patto d’acciaio. L’obiettivo è dominare il mercato delle commodity. Immaginatevi il potere che vanno ad acquistare e soprattutto il ruolo che acquisirà il Celeste impero.

Ammetto di essere un po’ di parte, nel senso che l’analisi intermarket è in fondo basata proprio sulle commodity e da quello che poi possono generare come inflazione, da cui deriva una politica monetaria ecc ecc. Quindi quanto sta accadendo è forse quanto di più disruptive poteva succedere. Alla faccia dell’innovazione tecnologica. Si parla delle vecchie materie prime che poi però sono necessarie per costruire la tecnologia.

Ah vero… c’è sempre una questione aperta, che adesso diventa una fonte di preoccupazione ancora più grande, visto quanto ho esposto sopra. Parlo dei difficili rapporti tra Cina e Taiwan e il ruolo a livello MONDIALE dei semiconduttori e di tutto il know how che ne deriva dell’isola di Taipei. Tranquilli, ci arriviamo, è la perfetta chiusura del cerchio di un nuovo ordine mondiale, che mette la Cina NON in pari agli USA, ma drasticamente avanti.


STAY TUNED!

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