L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 marzo 2022

Gli Stati Uniti e la Nato non sono nella posizione di giudicare la moralità di nessun Paese fino a quando non si scusano per il danno fatto ad altri stati, inclusa la Jugoslavia 23 anni fa, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying. Mattarella Mattarella tu non ne sai niente, vero?

23 ANNI FA INIZIAVANO I BOMBARDAMENTI DELL’EX YUGOSLAVIA DA PARTE DELLA NATO

DiAndrea Puccio MAR 24, 2022
  

23 ANNI FA INIZIAVANO I BOMBARDAMENTI DELL’EX YUGOSLAVIA DA PARTE DELLA NATO

Gli Stati Uniti e la Nato non sono nella posizione di giudicare la moralità di nessun Paese fino a quando non si scusano per il danno fatto ad altri stati, inclusa la Jugoslavia 23 anni fa, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying.”

Ventitré anni fa, il 24 marzo 1999, la NATO ha attaccato l’ex Jugoslavia, sparando circa 2.300 missili, 14mila granate, incluse bombe a grappolo e all’uranio impoverito”, ha twittato la diplomatica cinese.

Più di 2mila civili sono rimasti uccisi, migliaia sono stati i feriti e più di 200.000 hanno perso la casa a seguito degli attacchi della Nato contro la Jugoslavia, ha affermato.

“Gli Stati Uniti e la Nato non sono nella posizione di giudicare i principi morali di nessun Paese finché non si scusano e compensano i danni e le sofferenze che hanno causato ai popoli della Jugoslavia, dell’Iraq, della Siria e dell’Afghanistan”, ha aggiunto Hua Chunying.

I rappresentanti ufficiali del ministero degli Esteri cinese hanno più volte criticato la posizione dei Paesi occidentali sulla crisi ucraina. In particolare il vicedirettore del dipartimento informativo del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha accusato Nato, Stati Uniti e media occidentali di una posizione ipocrita sulle vittime dei conflitti in merito al conflitto ucraino.

Secondo lui, quando si tratta delle vittime dei conflitti tra la popolazione civile, né i media né i governi dei paesi occidentali hanno mostrato preoccupazione per i morti in Iraq, Afghanistan, Siria, Palestina e Jugoslavia.

I bombardamenti della Jugoslavia da parte delle forze della Nato ebbero inizio il 24 marzo 1999, il 7 maggio dello stesso anno, a seguito di un raid dell’Alleanza Atlantica, l’Ambasciata cinese a Belgrado fu colpita. Nell’esplosione persero la vita 3 persone e più di 20 rimasero ferite.

In precedenza la rappresentanza di Pechino presso la Ue ha affermato che la Cina non dimenticherà mai chi ha attaccato l’ambasciata cinese in Jugoslavia e non ha bisogno di lezioni sul diritto internazionale da parte di trasgressori.

Fonte: Sputnik Italia

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