L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 marzo 2022

Governo criminale le risorse per le armi ci sono per la benzina no. Su 2 euro al litro di benzina, 36 centesimi se ne vanno in IVA, 72,84 in accise, quasi 60 centesimi nel costo della materia prima. Al netto dei costi di raffinazione e industriali, restano a disposizione di compagnia e distribuzione una ventina di centesimi, il 10% del prezzo finale. Sarebbe questa la truffa, quando lo stato vi incide per oltre il 54%?

Il taglio delle accise sarà a tempo, governo sbugiardato sulla “truffa” alla pompa di benzina
Dovrebbe arrivare il taglio delle accise da parte del governo e la sforbiciata durerebbe per poche settimane. Mancano le risorse.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 17 Marzo 2022 alle ore 07:40


Il Consiglio dei ministri dovrebbe votare a breve uno “storico” taglio delle accise di 15 centesimi al litro sia per la benzina che per la diesel. Così come ha già fatto la Francia e si prepara a fare la Germania, anche l’Italia punta all'abbattimento della tassazione sul carburante per alleggerire il prezzo alla pompa, esploso negli ultimi giorni sopra 2 euro al litro, con punte di 2,40 euro per la modalità servito.

Ma prima di fare festa, sappiate che lo sconto donatoci in offerta sarà a tempo. Sì, perché il problema è sempre quello: dove prendere i soldi. Il premier Mario Draghi non vuole varare un ennesimo scostamento di bilancio, vale a dire finanziare l’operazione in deficit. In effetti, non è che abbiamo tutti questi denari per spendere e spandere. Per il momento, punta a utilizzare l’extra-gettito IVA sul carburante di questi primi mesi dell’anno per compensare il taglio delle accise.

Secondo i calcoli, tuttavia, tali risorse basterebbero per un solo mese. In effetti, un solo centesimo in meno di accise in un anno provocherebbe un calo del gettito per lo stato di 375 milioni di euro. Considerato che sulle accise grava pure l’IVA, il conto totale salirebbe a quasi 460 milioni. Moltiplicato per 15 centesimi, farebbero -6,9 miliardi. Su base mensile, parliamo di -570 milioni.

Taglio delle accise e “truffa” alla pompa

Dunque, il taglio delle accise costerà allo stato qualcosa come oltre mezzo miliardo al mese. Probabile che esso sarà varato a tempo e rinnovato eventualmente di periodo in periodo sulla base delle mutate condizioni di mercato e delle disponibilità fiscali. L’unica speranza per Draghi sarebbe la fine della guerra già nelle prossime settimane e lo “sgonfiamento” delle quotazioni internazionali del petrolio.

Non è neppure detto che questo taglio delle accise serva a molto. Pagare 18 centesimi al litro in meno è qualcosa, ma se benzina e diesel restano sopra o nei pressi dei 2 euro al litro, il contraccolpo per gli automobilisti e il comparto dei trasportatori sarebbe ugualmente pesante. Nel frattempo, le procure italiane aprono indagini e scattano i controlli delle Fiamme Gialle sui territori per stanare eventuali casi di speculazione alla pompa. Ma è difficile concordare con la “sparata” del ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, secondo cui i prezzi del carburante sarebbero alti per via di una “grossa truffa”.

I calcoli sono presto fatti. Su 2 euro al litro di benzina, 36 centesimi se ne vanno in IVA, 72,84 in accise, quasi 60 centesimi nel costo della materia prima. Al netto dei costi di raffinazione e industriali, restano a disposizione di compagnia e distribuzione una ventina di centesimi, il 10% del prezzo finale. Sarebbe questa la truffa, quando lo stato vi incide per oltre il 54%?

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