L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 marzo 2022

I criminali occidentali continuano a buttare benzina sul fuoco ucraino, le armi arrivano anche attraverso il trasporto aereo, non a caso l'aeroporto vine bombardato, si tagliano i rifornimenti delle munizioni, della benzina (armi) per far continuare ad ardere l'Ucraina


18 MARZO 2022

L’ovest del Paese è stato preso nuovamente di mira dall’aviazione russa. Ben tre esplosioni hanno interessato l’aeroporto civile di Leopoli, la più grande città dell’Ucraina occidentale fino ad oggi parzialmente risparmiata dal conflitto. A testimoniarlo anche alcune immagini diffuse sui social subito dopo il bombardamento. Le sirene di allarme aereo sono comunque risuonate un po’ ovunque nella scorsa notte. Pesanti raid sono stati segnalati nella provincia di Lugansk, quella cioè parzialmente controllata dai separatisti dell’omonima Repubblica autonoma. Bombardamenti anche a Kiev e Kharkiv.

Oggi intanto è prevista la conversazione telefonica tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping. I due dovrebbero sentirsi nel pomeriggio. In agenda ovviamente il dossier Ucraina e il timore di Washington di un aiuto della Cina alla Russia. Sempre dagli Stati Uniti è saltato fuori un documento dal Pentagono in cui si menziona esplicitamente la minaccia nucleare nel caso di prolungamento della guerra. A livello diplomatico oggi proseguiranno gli incontri tra la delegazione ucraina e quella russa.
🔴 La diretta:
Ore 7:09 | Leopoli, tre esplosioni vicino l’aeroporto

Poco prima delle 6:00, ora italiana, tre esplosioni hanno riguardato lo scalo aereo di Leopoli. Il sindaco della città tuttavia ha dichiarato che i raid non hanno preso di mira l’aeroporto civile: “A essere stata colpita – ha dichiarato sui social il primo cittadino – è stata una palazzina attigua” (pinocchi cercasi).

Ore 5:10 | Proseguono i bombardamenti su Lugansk

L’esercito ucraino ha reso noto che per tutta la notte l’oblast di Lugansk è stato preso di mira dalle forze russe. Pesanti raid sono stati segnalati in diverse località. Anche con le luci dell’alba le esplosioni sono continuate.

Ore 4:00 | Pentagono: “Rischio minaccia nucleare se la guerra si prolunga” (Gli Stati Uniti, la Nato, l'Occidente tutto lavora alacremente per arrivare a questo risultato)

“C’è il rischio che il presidente Vladimir Putin minacci il ricorso alle armi nucleari contro l’Occidente se la dura resistenza ucraina all’invasione russa continuerà”. Si legge questo in un dossier della Defense Intelligence Agency del Pentagono, citata da Bloomberg. “L’occupazione prolungata di parti del territorio ucraino – si legge ancora – minaccia di prosciugare le attrezzature convenzionali e di ridurre l’arsenale di armi russo, mentre le conseguenti sanzioni economiche probabilmente getteranno la Russia in una prolungata depressione economica e isolamento diplomatico”.

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