L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 marzo 2022

Il governo criminale getta benzina sul fuoco ucraino, toglie le spiagge agli italiani e le da ai grandi gruppi internazionali, cambia il catasto per bastonare la casa e ignora che gli scaffali sono mezzi vuoti

PAURA DELLA GUERRA
Corsa all’accaparramento: anche in Calabria i supermercati cominciano a razionare i prodotti

L’annuncio di AZ Spa che comprende i negozi del gruppo Noto riguarda al momento solo l’olio di semi: max due bottiglie a cliente. Ma sono tante le iniziative in tutta Italia: zucchero e farina tra i prodotti che iniziano a scarseggiare 

di Francesco Rende
11 marzo 2022 13:52


«Un acquisto massimo di due bottiglie di olio di semi (girasole, mais, soia) per ciascun cliente». Una comunicazione arrivata dal Gruppo AZ Spa, tra i leader in Calabria nella grande distribuzione, fa scattare la paura che tutti temono: razionamenti.

La crisi dei cereali, conseguenza della guerra in Ucraina e Russia, sta portando pesanti sconvolgimenti nei supermercati e nelle filiere agroalimentari italiane: nei giorni scorsi abbiamo raccolto il grido d’allarme di agricoltori e allevatori, che non riescono più a coltivare i campi nella maniera corretta ed a garantire pasti completi ai propri capi di bestiame, adesso arrivano anche gli appelli e le restrizioni agli acquisti nei supermercati

Razionamenti sull’olio di semi, il comunicato del Gruppo Az Spa

«Siamo stati costretti a fare questa scelta – spiega una nota del gruppo che raccoglie 39 supermercati in tutta la Calabria - perché ci troviamo in una oggettiva difficoltà di reperimento dei prodotti. Ponendo un limite d’acquisto ad un massimo di due bottiglie, speriamo di riuscire ad accontentare e garantire il consumo alla stragrande maggioranza della nostra clientela, considerando che la situazione al momento è tale da poter spingere ad alcuni accaparramenti nonostante non si prefiguri, nel breve periodo, alcun rischio concreto».

«Molti consumatori – prosegue la nota del gruppo Noto - si rendono conto che non si tratta di una scelta imposta, bensì di una conseguenza del conflitto armato tra Ucraina e Russia. Lo stop alle esportazioni dai Paesi dell'Est Europa di prodotti largamente utilizzati nel settore alimentare, rischia di avere effetti a catena su tutta la filiera. Ci teniamo a comunicare che, al momento, non emerge alcun rischio relativo alla mancanza di prodotti in tutti i nostri punti vendita. Tutti i nostri 39 punti vendita sono aperti secondo i consueti orari di apertura al pubblico. I rifornimenti sono garantiti su tutto il territorio calabrese e tutti i generi di prima necessità sono presenti nei punti vendita e nei magazzini per continuare a garantire il servizio ai clienti e ai cittadini tutti».

Farina, olio, zucchero: ecco i prodotti a rischio razionamento

Non solo olio di semi e derivati del mais: sono molti i prodotti che, in questi ultimi giorni, stanno soffrendo la morsa della crisi scatenata dalla guerra tra Russia e Ucraina e dal caro gasolio. Sono tantissime le aziende che, già da qualche giorno, stanno iniziando a proporre razionamenti sui prodotti per evitare che le difficoltà di approvvigionamento possano subito fargli sparire dagli scaffali.

Su tutti la farina, sulla quale anche i panificatori hanno lanciato un allarme nei giorni scorsi: le scorte, come annunciato in un pezzo pubblicato sulla nostra testata due giorni fa, dureranno ancora poco e la difficoltà di approvvigionamento inizierà a farsi sentire. Per questo motivo, soprattutto sui volantini delle offerte, sono iniziati ad apparire i primi limiti all’acquisto: oltre all’olio di semi (che comprende olio di girasole, semi vari, olio di palma o il classico olio specifico per la frittura), vicino al razionamento ormai in tutte le catene di supermercati, soffrono le fibrillazioni del conflitto anche prodotti come lo zucchero, che ha già visto alzare i prezzi al mercato e che nei prossimi giorni potrebbe iniziare a scarseggiare, costringendo anche le catene di supermercati a proporre razionamenti anche su questo tipo di prodotti.

Blocco degli autotrasportatori e caro gasolio: sofferenze per i supermercati?

Alle difficoltà nel reperire le materie prime si aggiungerà, nei prossimi giorni, il timore per i blocchi che verranno messi in atto dagli autotrasportatori: con una nota diffusa nella giornata di ieri, camion e tir hanno annunciato che si fermeranno a partire da lunedì. Non si sa ancora se verranno effettuati anche blocchi alla circolazione, ma è certo che tantissimi mezzi resteranno fermi, nei garage e nelle rimesse: il caro gasolio sta colpendo in materia prepotente questo comparto, ma a cascata colpirà tutti i settori.

Se si fermano gli autotrasportatori, non arriveranno rifornimenti ai supermercati, ai corrieri, a tutte le attività produttive ed alle aziende che non vedranno arrivare nei propri capannoni le materie prime da lavorare. Un periodo durissimo, quindi, quello che si avvicina: il protrarsi della guerra tra Ucraina e Russia potrebbe causare nuovi razionamenti e periodi durissimi per i consumatori, costretti a barcamenarsi in questi giorni non solo con gli aumenti dei prezzi, ma anche con lo spauracchio di non riuscire a trovare i prodotti sugli scaffali.

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