L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 marzo 2022

Il governo criminale italiano getta benzina sul fuoco ucraino

Morgan contro Mario Draghi sull’invio di armi letali per la guerra in Ucraina
L'Italia invia armi letali in Ucraina, Morgan non ci sta e si scaglia contro Mario Draghi. Ecco cosa scrive sui social


A pochi giorni dal secondo decreto licenziato dal governo italiano sulla guerra in Ucraina arriva il messaggio di Morgan contro Mario Draghi. Il cantautore brianzolo ha affidato ai social il suo pensiero, contestando fortemente la posizione del presidente del Consiglio.

L’Italia e l’invio delle armi in Ucraina

Il 1° marzo 2022 il consiglio dei ministri ha approvato il secondo decreto sull’Ucraina. Il voto è arrivato all’unanimità e Draghi, con una telefonata, è riuscito a convincere anche Matteo Salvini che si diceva perplesso su tale possibilità. Il testo è stato redatto dal Ministero della Difesa e si basa sugli articoli 3 e 4 del Trattato Nordatlantico.

L’Italia invierà missili Stinger antiaerei, missili Spike anticarro, mitragliatrici e munizioni, dunque equipaggiamenti non solo non letali. La NATO si occuperà della parte logistica. In questo modo i Paesi si impegnano, secondo le carte, a rafforzare la difesa a favore dell’Ucraina contro gli attacchi della Russia da parte di Vladimir Putin, che ha fatto partire l’offensiva durante la notte del 24 febbraio. La spesa, scrive Il Manifesto, ammonterebbe a un totale di 50 milioni di euro che si sommano ai 12 già stanziati per gli equipaggiamenti non letali. Gli artisti, allo scoppio del conflitto, avevano espresso il loro dissenso contro la guerra sui social.

Morgan contro Mario Draghi

Il pensiero di Marco Castoldi, in questo contesto storico, in effetti mancava. Morgan protesta contro l’invio delle armi letali dell’Italia, e lo fa con un breve testo pubblicato sui social. Ecco il suo intervento:

“È scoppiata una guerra. Un uomo è disperato perché sua moglie incinta deve scappare senza sapere neanche dove per mettere in salvo la vita di un bambino. L’uomo disperato non sa più che fare, gli resta solo di andare da un Drago ed implorarlo: ‘La prego signor Drago, lei che può, faccia qualcosa per far cessare questa sanguinosa barbarie, la supplico’. Il Drago risponde: ‘Ok, ho capito manderò altre armi‘”.

Una dura critica, quindi, quella di Morgan contro Mario Draghi: il cantautore trasforma “Draghi” in “Drago” e propone una narrazione al di là di ogni rapporto diplomatico dell’Italia con l’Europa, sottolineando il suo pensiero pacifista e una sottile presa di posizione che si oppone alla NATO e ad ogni intervento armato per fermare la Russia.

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