L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 marzo 2022

Il governo criminale statunitense continua imperterrito a gettare benzina sul fuoco ucraino e il governo criminale polacco si presta a far diventare il suo popolo il nuovo agnello sacrificale agli interessi degli Stati Uniti

L'IDEA / UCRAINA
Il piano degli Usa per mandare aerei da guerra all'Ucraina

Washington pensa di inviare F-16 di fabbricazione statunitense in Polonia e in cambio Varsavia donerebbe a Kiev i suoi MiG-29 di fabbricazione russa

F-16 - foto Instagram Nato

Gli Stati Uniti stanno mettendo in piedi un piano per inviare aerei da guerra all'Ucraina, senza però coinvolgersi direttamente e non superare quindi quella linea rossa stabilita dall'amministrazione di Joe Biden, che non vuole che il Paese possa compiere un atto che possa essere percepito come un atto di guerra da Vladimir Putin, e portare quindi a una pericolosa escalation. L'idea del Segretario di Stato, Antony Blinken, è quella di inviare alla Polonia F-16 di fabbricazione statunitense, e in cambio Varsavia manderebbe i suoi caccia MiG-29, di fabbricazione russa, a Kiev, veivoli i cui soldati sono già addestrati a pilotare.

Il piano, che al momento è ancora in fase di elaborazione, è stato confermato dallo stesso Blinken che in un'intervista ieri alla Cnn ha detto che gli Stati Uniti “stanno lavorando in questo momento con la Polonia per vedere se possiamo rimpiazzare tutto ciò che loro forniranno agli ucraini". Varsavia però non ha ancora confermato la sua disponibilità ad accettare la mossa, che comunque la metterebbe in prima linea nella battaglia contro la Russia che potrebbe vendicarsi. "Per quanto riguarda l'invio di aerei, posso solo ripetere che non è stata presa alcuna decisione in merito", ha affermato il portavoce del governo Piotr Mueller.

Diversi Paesi dell'Europa orientale tra cui anche Bulgaria e Slovacchia hanno ancora dozzine di aerei di fabbricazione russa e, pur non avendone più grande bisogno, esitano a rinunciarvi senza garanzie da parte degli Stati Uniti di poterli sostituire. La Polonia ha iniziato a modernizzare la sua flotta di aerei nel 2006, quando ha iniziato ad addestrare la sua aviazione a pilotare gli F-16, e nel 2020 ha firmato un accordo da 4,6 miliardi di dollari per 32 F-35, il primo dei quali arriverà nel 2024, rendendo così i vecchi aerei di fabbricazione russa sacrificabili.

Ma la questione dell'invio di aerei in combattimento è più complessa dello sforzo in atto da molti Paesi europei per inviare armi difensive antiaeree in Ucraina, qui si parla di armi d'attacco. Il piano nasce dopo che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha lanciato un "appello disperato" al Congresso degli Stati Uniti perché inviasse più aerei e sistemi di difesa aerea. Zelensky ha anche più volte chiesto di imporre una no-fly zone in Ucraina, sostenendo anche ieri in un video che "il mondo è abbastanza forte da chiudere i nostri cieli". Ma al momento la Nato ha escluso una simile mossa, che Putin ha detto chiaramente sarebbe percepita come un diretto atto di guerra.

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