L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 marzo 2022

Il libero Occidente dopo aver bombardato umanamente il popolo libico, dopo aver ucciso come se fosse una bestia Gheddafi ha lasciato il paese nel pieno caos

Libia: analisti, braccio di ferro sui proventi del petrolio
Capo Parlamento chiede di spostarli su un'altra banca

16 MARZO, 17:30

(
ANSAmed) - IL CAIRO, 16 MAR - L'est della Libia ha ingaggiato un pericoloso braccio di ferro con la Banca centrale libica sul controllo dei proventi del petrolio di cui il tormentato Paese ha le maggiori riserve in Africa. Il capo del Parlamento libico, Aqila Saleh, ha inviato una lettera al presidente della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) della Libia, Mustafa Sanalla, "chiedendogli di non trasferire i ricavi" della vendita di petrolio alla Banca centrale libica (Cbl) e di depositarli invece "sul conto della Lfb", la Libyan Arab Foreign Bank. Lo segnala su Twitter un analista, Jalel Harchaoui, mettendo in guardia: "a prescindere dal fatto che Sanalla rispetti o meno" la richiesta, questo "gesto fa presagire una maggiore probabilità di un blocco" dell'export di petrolio.

"Temendo le ripercussioni politiche di un blocco sulle esportazioni", Saleh e il generale Khalifa Haftar "stanno ora optando per utilizzare il meccanismo che", l'anno scorso, "ha portato alla fine del Gna", scrive sempre su Twitter un altro analista, Emadeddin Badi, riferendosi al Governo di accordo nazionale del premier Fayez al Sarraj. Lo schema prevede appunto di chiedere a Sanalla di "congelare i proventi del petrolio sul conto della Libyan Foreign Bank e negare l'accesso ai fondi a Cbl e Gnu", aggiunge l'analista riferendosi all'esecutivo di unità nazionale dell'attuale premier Abdel Hamid Dbeibah insidiato dal rivale Fathi Bashagha, sostenuto proprio da Saleh e Haftar.(ANSAmed).

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