L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 marzo 2022

Il ministro della difesa ucraina manda in giro videogame degni della cinematografia hollywoodiana spacciandoli per filmati veri, si adegua al Circo mediatico italiano che l'ha preceduto

OK. COMINCIA A DIVENTARE SOSPETTO
Maurizio Blondet 26 Marzo 2022

Uriel Crua

Uno dei tratti distintivi dell’informazione mainstream da quando è iniziato il conflitto in Ucraina è rappresentato dall’utilizzo di fotogrammi e filmati e suoni pescati “distrattamente” dal repertorio dei videogame e della cinematografia hollywoodiana.

Se inizialmente queste “sbadataggini” potevano essere comprensibili sia in quanto distrazioni del montatore di turno che non sapeva come riempire i servizi, sia in quanto precisa volontà mistificatrice da parte dei sedicenti professionisti dell’informazione, oggi ho un sospetto diverso.

Un filmato divulgato dal Ministero della Difesa Ucraino che ritrae alcuni missili nel momento in cui starebbero abbattendo elicotteri Russi, è in realtà preso da un videogame in computer grafica. Dunque nessuna distrazione. Nessun montatore frettoloso. Ma precisa volontà di un Ministero.

Eppure non può essere nemmeno propaganda: quale Ministero potrebbe mai attribuire all’operato delle proprie forze armate qualcosa che in dodici secondi – facendo il giro della rete nel mondo – verrebbe smascherato? Sarebbe un autogol clamoroso. Si coprirebbero di ridicolo.

E allora: a quale gioco stanno giocando? Perché questo abbondante abuso di immagini false, in computer grafica, prese dal mondo dello Spettacolo? Videogame, film, 3d e via cantando.

Nel mondo che sempre più si avvicina all’implementazione liquida dei principi della realtà aumentata, nel mondo che avanza a passi da gigante verso i crismi mortiferi del metaverso, nello stesso mondo in cui per poter partecipare al consesso sociale si richiede un codice da parafrasare in pixel e codice binario, temo ci sia la precisa volontà di operare nell’immaginario collettivo una sovrapposizione tra ciò che è fasullo e ciò che è reale.

Mi spiego meglio: se mentre guardo un film o gioco a un videogame so che cosa sto facendo perché la mia attenzione è filtrata dalla consapevolezza della finzione, quando invece quelle stesse immagini le percepisco durante quello che mi viene proposto come un contesto realistico, e anche drammatico, la mia mente rimuove il distacco interposto dalla finzione e assorbe quelle immagini come vere, educandosi a una percezione differente. Educandosi a una grammatica immaginifica irreale, scambiandola per realtà. Educandosi a sprofondare nel metaverso. Livellandosi a una qualità del dettaglio inferiore rispetto a quella fornita dalla realtà. Facendoci accettare come normali elementi irreali.

In sintesi, l’operazione potrebbe essere voluta affinché le masse implementino un ulteriore innesto all’interno del retropensiero collettivo percepito, in modo tale da poter loro proporre in futuro ogni sorta di (ir)realtà, spa cciandola per vera.

Teniamo a mente questa possibilità. E – è proprio il caso di dirlo – occhi aperti.

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