L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 marzo 2022

Il Parlamento ascolta il nazista Zelensky PERCHÉ non anche Putin?

Putin, analisi lucidissima. Il discorso del 2011 che inchioda la Nato
Putin in conferenza: Chi si è preso il diritto di uccidere Gheddafi?

Di Paolo Diodati
20 marzo 2022

Vladimir Putin (Lapresse)

Finalmente un'idea da popolo civile e non partigiano a occhi chiusi

Ottima idea invitare a parlare anche Putin. Direi soprattutto anche Putin, visto che di Zelensky ormai sappiamo tutto, anche i sogni da aspirante attore hollywoodiano!

Ma basterebbe obbligare i parlamentari, specialmente i guerrafondai mascherati da crocerossini, a sentire ciò che disse nella conferenza a proposito dello sciagurato intervento nella guerra interna in Libia, nel 2011.

Sembrerebbe una clamorosa contraddizione con sé stesso, il Putin di oggi.

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