L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 marzo 2022

Il passaporto degli inoculati è discriminatorio, lo dice Euroimbecilandia. In Italia abbiamo bande di criminali al governo, in Parlamento e nelle televisioni


Green pass “discriminatorio e contrario alla scienza”. Consiglio d’Europa boccia la certificazione Ue
-5 Febbraio 2022

Strasburgo, 5 feb – “E’ discriminatorio e contrario alla scienza“: il Consiglio d’Europa boccia il green pass. Come riporta il Fatto Quotidiano, l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa punta il dito contro l’obbligo vaccinale – diretto o indiretto – alla base della certificazione verde introdotta nell’Ue.
Consiglio d’Europa boccia il green pass: “Discriminatorio e contrario alla scienza”

Un rapporto approvato a fine gennaio a larga maggioranza mette sotto accusa l’utilizzo delle certificazioni verdi per discriminare e “punire i non vaccinati“. Quindi gli Stati vengono esortati dal Consiglio d’Europa a “informare i cittadini che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”. Nonché a “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”.

A leggere il report, il concetto di green pass è “contrario alla scienza”, in assenza di dati sull’efficacia dei vaccini nel ridurre la contagiosità e sulla durata dell’immunità acquisita. Il voto dell’assemblea del Consiglio d’Europa, che non è vincolante, boccia quindi anche i decreti del governo Draghi. Proprio perché “discriminano” i non vaccinati con divieti volti alla “prevenzione di SarsCov2”. A tal proposito c’è da dire che il vaccino ufficialmente previene lo sviluppo di forme gravi della malattia Covid ma non protegge dal contagio.

I vaccini non impediscono la diffusione del virus

Ma non finisce qui. Secondo il dossier consegnato dall’avvocato Renate Holzeisen al Senato, con il green pass viene minato pure il mutuo riconoscimento tra i Paesi dell’Ue delle certificazioni vaccinali. Questo perché, secondo la normativa comunitaria, tale mutuo riconoscimento è subordinato ad evidenze scientifiche sull’interruzione delle catene di trasmissione. Mentre i vaccini approvati dall’Ema si sono rivelati sì efficaci nel prevenire le forme gravi del Covid ma – come abbiamo detto – non impediscono la diffusione del virus.

La certificazione verde viola i diritti dei cittadini

La Holzeisen, da tempo in prima linea contro i provvedimenti del governo Draghi, condanna le continue violazioni dei diritti dei cittadini italiani e dell’Ue. Basate – è l’accusa dell’avvocato – per altro sulla sperimentazione di sostanze di cui ancora non si conoscono precisamente benefici ed effetti collaterali. Inutile dire che l’esecutivo tutto e il ministro della Salute Roberto Speranza in particolare non terranno conto del pronunciamento del Consiglio d’Europa. Anche perché a quanto pare il sistema di controllo del green pass proseguirà, al di là dell’emergenza sanitaria.

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