L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 marzo 2022

«La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi.». L'Occidente unito vuole giocare con il nucleare, buon pro gli faccia, mi dispiace per i giovani e giovanissimi

Sono indig-NATO!
di Pierluigi Fagan
2 marzo 2022


Il mondo è sull’orlo del baratro per cosa esattamente? Perché l’Ucraina deve avere la libertà di richiedere l’ammissione alla NATO. Cioè, noi stiamo facendo questo ignominioso fracasso perché difendiamo il principio di libertà del “popolo ucraino” a chiedere di entrare nel sistema militare comandato dall’altra unica potenza nucleare con 5000 testate? Di modo così che gli USA possano piazzare missili ai bordi nord-orientali della libera e democratica Ucraina distanti 3 minuti da Mosca? Così che Mosca sappia che verrà cancellata dalle cartine geografiche prima che abbia il tempo materiale di attivare la sua risposta che comunque impiegherebbe decine e decine di minuti per arrivare a Washington? Bravi!

Ed è per questo che gli americani, quattro anni fa, si sono unilateralmente ritirati dal trattato INF che regolava gli equilibri di posizionamento dei missili balistici a medio-corto raggio che vigeva dal 1987? I famosi “euro-missili” perché sono posizionati proprio qui in Europa? Che lungimiranza! Allora non è solo Putin che pianifica per tempo le sue mosse eh? Ed io che mi credevo che le grandi potenze organizzassero le cose all’ultimo minuto, in fretta e furia, all’improvviso come siamo soliti fare noi qui per promuovere il nostro interesse nazionale.

Per 42 anni (1949-1991) c’è stata una “guerra” sì, ma “fredda” e si è basata sull’equilibrio di potenza, lì dove russi ed americani sapevano che se l’uno avesse provato a nuclearizzare l’altro, l’altro avrebbe avuto il tempo di nuclearizzarlo a sua volta. Per quanto cinico, questo principio ha garantito la pace in Europa per decenni ed è per rovesciare questo principio di equilibrio che ora la “Repubblica che ripudia la guerra” manda armi alla libera e democratica Ucraina?

Quella Repubblica che ospita 70 testate nucleari americane sul suo territorio nonché, in Sicilia, il centro tecnologico che coordina tutte le comunicazioni satellitari crittate delle forze armate non NATO ma direttamente americane con una quarantina di antenne a microonde, alta e bassa frequenza? E questa Repubblica sa che così si è deciso di diventare il primo bersaglio russo in caso di conflitto di potenza che tanto non deciderà lei ma qualcun altro? La nostra democrazia ha deliberato questo? Sì, dove eravate distrattoni, la nostra democrazia ha deliberato questo, quindi, oggi deve difendere la democrazia ucraina ed il suo diritto di provocare quello con 6000 atomiche andando a rovesciare l’equilibrio di potenza salvaguardato a fatica per settanta anni.

Quindi trattare artisti, intellettuali, calciatori, atleti, imprese e giornalisti come rifiuto umano solo perché russi è giusto? Perché sono di un paese che potrebbe trovarsi missili potenzialmente con testate atomiche a tre minuti da Mosca se l’Ucraina entrasse in quella alleanza militare il cui decisore ultimo è a Washington? Cioè loro si ritirano dal trattato di parità di potenza, mettono rampe missilistiche in Romania e Polonia, poi cominciano a chiacchierare che -perché no?- potrebbero metterle anche in Georgia o Svezia o Finlandia mentre -guarda un po’- scoppiamo tumulti in Bielorussia e Kazakistan (e chi se ne frega, tanto non so neanche dove sono, all’ora di geografia dormivo) e pensano di mettertele pure a tre minuti dalla tua capitale e tu cosa dovresti fare dopo che sono anni che gli ripeti che le cose andavano sempre peggio tra voi e gli dicevi “dobbiamo metterci intorno ad un tavolo a chiarirci e discutere”? Dovresti sorridergli benevolmente, uno shottino e una bella piroetta di kazachok.

Ecco, noi difendiamo il principio di poter fare tutto questo, solamente questo e su questo sacrifichiamo milioni e milioni di euro di perdita economica per la nostra malconcia economia e lo facciamo tutti uniti, (salvo tredici baluardi dell’onestà intellettuale), commuovendoci uniti cantando l’inno alla libertà, la libertà di mettere testate nucleari a tre minuti dalla capitale del “nemico”, che è poi quello che ci dà il gas. Bravi!

Questa è politica, la guerra è politica «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi.» come scrisse quel famoso generale prussiano nel 1832, tutt’oggi studiato in tutte le accademie militari del mondo.

Quale politica? Rendere “untouchable” il tuo nemico perché non si fa mettere i missili a tre minuti dalla sua capitale mentre tu ne stai bello tranquillo a debita distanza su un altro continente, col Primo Ministro della più antica “democrazia” occidentale (i britannici) che senza vergogna invoca pubblicamente che qualche onesto oligarca liberale lo ammazzi perché è sotto steroidi, è insano, ha i postumi del long covid mentre tu proponi di cacciarlo dal Consiglio di sicurezza dell’ONU dopo settantasette anni.

E noi stiamo declinando come bravi scolaretti allineati e coperti, questa preview di Meta, dove il reale diventa irreale, pur dandoci l’impressione che sia reale ed addirittura, a volte, iperrreale. Con un dispiegamento a reti e stampa unificata da far paura mentre fanno di tutto per metterti paura e rabbia di modo che tu sbavi contro quel tiranno che non accetta di rischiare di esser polverizzato dal nostro sacrosanto diritto di mettergli i missili puntati alla tempia? Bravi davvero.

Il primo giorno di questa tragedia, Putin fissando la telecamera ci ha detto di non impicciarci altrimenti “… la risposta della Russia sarà immediata e vi porterà a conseguenze che non avete mai sperimentato nella vostra storia”, ripeto il concetto “mai sperimentato nella vostra storia” e ce lo ha ripetuto Lavrov ieri. Ma tanto noi dormivamo non solo all’ora di geografia, anche a quella di storia. Se lo metta bene in testa Mad Vlad, noi non siamo conigli, siamo fieri paladini della libertà e non possiamo non difendere il diritto di Zelensky di poter liberamente chiedere di entrare nella NATO. Noi siamo una civiltà, le civiltà si basano su principi, noi difendiamo i nostri principi come si difendono le mura della città (Eraclito)! Il principio di diventare alleato della potenza nucleare nemica di quello di cui sei confinante.

Quindi noi andiamo appresso ad un tizio che dopo aver vinto un talent come ballerino improvvisamente diventa molto ricco non si sa come e trova così i soldi per fondare una casa di produzione diventando attore, regista, sceneggiatore e produttore di sé stesso e fa un serial tv di 51 puntate di una storia in cui lui fa un insegnante che finisce col diventare presidente eliminando tutti i corrotti nel parlamento ucraino. Il tutto su una tv proprietà dell’oligarca secondo più ricco uomo d’Ucraina, finanziatore delle brigate che hanno fatto migliaia di morti russofoni nell’est, in causa con la Russia perché aveva molte attività economiche in Crimea. Il tizio è pure sotto indagine FBI, si chiama Kolomoisky. Poi la casa di produzione diventa -oplà- un partito il cui nome e marchio è il titolo del serial che risulta registrato come partito più di un anno prima che finisca la serie in tv. Dopo tre anni di serial, appena finita l’ultima puntata, con una casa di produzione che si fa partito col nome della serie tv si presenta alle elezioni e….e….cosa? Ma le VINCE, che sciocchini che siete.

Ma questa è democrazia, come non riconoscerla! Noi stiamo facendo quello che stiamo facendo per difendere la libertà democratica di questo signore che eletto, affida i servizi segreti ad un socio della sua casa di produzione. Lui e l’altro escono fuori nei Pandora Papers come possessori di conti off shore nelle Isole Vergini britanniche, Cipro e Belize nonché numerosi immobili al centro di Londra, ma chi se ne importa, combattono i corrotti! Noi, dobbiamo difendere la sua libertà a pretendere di entrare anche lui nel mondo civile e democratico iscrivendosi all’alleanza militare americana che difende la libertà! Più Metaverso di questo, dai, è fantastico! Non devi neanche comprarti il visore 3D.

Noi, mandiamo armi ad un tizio che coscrive la popolazione maschile civile e nasconde le armi in città popolate per dotarsi di scudi umani mentre suoi milioni di concittadini scappano dalla loro vita per terrore e poi viene pure a spiegarci quanto si sente Pericle nel suo intimo, e ci rimprovera perché non siamo così solleciti a difendere il suo diritto di chiedere l’annessione alla NATO? Ed è pure un po’ arrabbiato perché ancora non lo abbiamo fatto entrare in due minuti nell’UE visto che lui ha certo tutti i parametri di bilancio a posto, una vera economia di mercato, ha pure lui gli oligarchi come si conviene nel libero mercato (ma non si era fatto eleggere promettendo di eliminarli?) e del tutto privo di corruzione. Cioè lui coi conti off-shore viene eletto tre anni fa perché c’era troppa corruzione ed in tre anni l’Ucraina è diventata un lindo e pinto stato di diritto? Certo, poi? Poi tiriamo fuori dal cappello 500 milioni di euro di Bruxelles di cui 450 in armi e ci apprestiamo a razionare l’energia, a “fare sacrifici” sopportando fallimenti di aziende e relativi disoccupati visto che ne abbiamo pochi, per la libertà e la democrazia che diamine!

Ma che bello spettacolo, e dire che Zelensky ieri ci ha pure urlato ieri in lacrime di fare presto, che “questo non è un film!”. Un attore, sceneggiatore, regista, produttore di fiction che ci urla che questa non è una fiction! Lo urla al Presidente americano che ha un figlio espulso dalla US Navy perché drogato e mandato allora in Ucraina a fare il membro del consiglio di amministrazione di una compagnia di gas privata dal 2014 al 2019 ricevendone lauti compensi per chissà quali abilità. Noi non siamo in una fiction! Ma è davvero meraviglioso!

Dopo esser andato a dare ciò che mi sentivo di dare alla raccolta fondi della Croce Rossa per assistere quelle povere donne e bambini ucraini, nostri fratelli e sorelle non perché europei e democratici ma perché umani, come umani erano i siriani, gli yemeniti, i somali, i libici, gli jugoslavi ed i 20-30 milioni di morti per guerre promosse dagli Stati Uniti d’America negli ultimi settanta anni, io dichiaro la mia pubblica indignazione! Povera gente stritolata come noi in meccanismi più grandi di noi, di cui molti di noi non sanno nulla mentre piangono davanti alla tv sottoposti h24 alla tortura dello sdegno impotente per il Male nella sua forma più cruda. Mi sembra sia giunta l’ora di urlare “adesso basta!”. Io dichiaro di esser profondamente e nervosamente indignato anche se qualche testicolo dirà “ah ecco l’amico di Putin! Che schifo! Che inumanità!” Andate a dare qualche euro alla Croce Rossa invece che vomitare il vostro gratuito sdegno telecomandato, inutili idioti! Andate a pagare per i danni che provoca la vostra ignoranza che ha permesso e permette tutto ciò, collaborazionisti del Male a vostra insaputa.


[Questo post non può esser pubblicato su testate on line. Mi dispiace per i tanti che chiedono l’amicizia, sono al tetto concesso da Facebook da parecchio tempo, potete cliccare su “Segui”. Tanto poi l’algoritmo è fatto in modo che dopo un po’ i post di chiunque seguiate scompaiono, Qui la Croce Rossa: https://cri.it/emergenzaucraina/. Nella foto il “servitore del popolo” che ripulisce l’Ucraina dai corrotti nella fiction che ora è anche la nostra fiction]
La piattaforma proposta inutilmente da Mosca per un bilaterale con gli USA, mesi fa (fonte LUISS) https://sicurezzainternazionale.luiss.it/.../russia.../...
Un articolo in cui si ricostruisce la storia del casting per il governo Zelenzky (SOLE24Ore): https://st.ilsole24ore.com/.../se-soros-e-finanza...
Il resto lo trovate su Wikipedia con link a vari articoli, è tutto pubblico se solo vi deste la pena di cercarlo prima di farci sapere la vostra inutile opinione.
> Poiché il post gira su molte pagine di gente che non mi conosce, mi corre l'obbligo di avvertire che nel mio piccolo sarei uno studioso anche di geopolitica e relazioni internazionali. Pubblico libri, scrivo articoli, rilascio interviste a radio e televisioni nazionali. Non mi sono alzato stamane con la luna storta. Dopodiché ogni commento anche critico, se formulato con opportuna intelligenza, è il benvenuto.

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