L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 13 marzo 2022

L'Iraq non aveva armi di distruzioni di massa cosa che aveva il governo nazista ucraino insieme agli statunitensi, e non è un caso che proprio in Iraq una base degli Stati Uniti è stata bombardata

L’assedio a se stessi



Immaginiamo per un attimo l’assedio di una grande città che non può essere presa con un assalto perché ha mura troppo alte e troppo forti e i cui amministratori non sono fatti corrompere: certamente non c’è altra via che prenderla per fame, ovvero facendo mancare i beni vitali e quelli comunque desiderati dalla popolazione, se proprio vogliamo attualizzare in qualche modo l’antica immagine. Ora però immaginiamo che sia proprio la città circondata a fornire i viveri e spesso i materiali per le armi agli assedianti: non solo non verrà presa, ma probabilmente potrà chiedere la resa degli assalitori. Per quanto possa sembrare assurdo è proprio ciò che sta accadendo: attualmente non esiste prodotto, merce, tecnologia, assolutamente nulla di essenziale che l’Occidente produce esclusivamente e il resto del mondo sotto assedio no, anzi a ben vedere è esattamente il contrario: come sappiamo la Cina è la fabbrica del mondo, fornisce all’occidente un’enorme percentuale di beni di consumo globali , anche militari sotto forma di parti da assemblare. Le sanzioni occidentali contro di essa sarebbero un boomerang terribile. E la Russia? Le sanzioni americane sono efficaci contro di essa ? Finora non lo sono state. Il tempo dirà se ce ne saranno di nuove, ma la Russia non ha “bisogno” di importazioni o franchising americani. La Russia non ha bisogno né di McDonald’s né di Starbucks. Non ha bisogno di quelle catene di fast food che riempiono le sue strade. Onestamente, con che modo sanzionare la Russia? Qual è il prossimo passo, Disney Channel? Al contrario è l’America che ha bisogno di motori a razzo russi e non viceversa.

Inoltre con i suoi legami con la Cina, la Russia ha un enorme mercato di esportazione di gas e petrolio greggio, mentre l’UE crolla in notti fredde, tra blackout e bollette impagabili, cibo scarso e costoso. Insomma tutti sanno che queste sanzioni non sono decisive per la Russia e sono più onerose per chi le impone. Per questo le sanzioni comminate dagli Usa verso chi non si piega alla loro volontà hanno come fulcro dell’azione non tanto i beni materiali, quanto il potere del dollaro come unica valuta mondiale di riserva e tuttavia tale approccio sta diventando molto pericoloso per Washington: l’America deve assicurarsi che il resto del mondo abbia bisogno di usare il biglietto verde e che non abbia altre alternative, ma quando le amministrazioni americane impongono sanzioni ad altre nazioni impedendo loro di utilizzare il dollaro stanno sparando la loro ultima cartuccia, semplicemente perché stanno vietando di fare quello che invece gli Usa vogliono che si faccia. Questa commedia ossimorica degli errori appare più ridicola quando vediamo che il biglietto verde è l’unico asset rimasto con cui gli Stati Uniti possono utilizzare per imporre sanzioni. Le successive amministrazioni americane credono davvero che le nazioni sanzionate e potenzialmente sanzionabili rimarranno inattive e moriranno di fame senza prendere misure preventive per evitarlo? Ciò che rende la situazione più farsesca è che l’America sa bene che Cina e Russia intendono sostituire l’Usd come unica valuta di riserva globale con la Cina che ha buone possibilità di sostituirlo con il Renminbi. Inoltre, non è un segreto che sia la Russia che la Cina abbiano acquistato enormi quantità di oro, per non parlare del fatto che hanno già un’alternativa al sistema SWIFT (СПФС o SPFS) di bonifici bancari internazionali.

Insomma paradossalmente l’America sta creando un cavallo di troia per se stessa cosa che nelle analisi della Rand Corporation che Manlio Dinucci vede come lo studio strategico di vera e propria progettazione della guerra, non è presente perché l’America rifiuta in radice di vedere le sue debolezze e la prospettiva di un mondo multipolare. Ed è per questo, non per l’invasione dell’Ucraina, che i prezzi dei prodotti energetici stanno salendo a dismisura. Nel frattempo però vengono a galla in maniera inequivocabile le schifezze dei biolaboratori segreti a stelle strisce in Ucraina e questo dopo una pandemia provocata con certezza da ricerche riguardanti i virus di pipistrello portati avanti con finanziamenti Usa e accadono fatti come il bombardamento della base americana di Erbil in Irak, di cui si sa ancora pochissimo, ma dimostrano come il mondo unipolare sia ormai in agonia.

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