L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 marzo 2022

L'oligarchia della finanza globale da una parte spinge verso la totale distruzione della Terra attraverso la guerra atomica e dall'altra si costruiscono bunker per sopravvivere

Un “Piano B” per miliardari
Marzo 6, 2022


Un coro di filantropi e celebrità ha offerto ricchezze a profusione per finanziare metodi di cattura del carbonio, riforestazione, energie alternative e altri interventi di impatto climatico.

Contemporaneamente, boomers e figli della Generazione X con mezzi illimitati a disposizione hanno già cominciato a prepararsi al peggio. Parliamo di “assicurazioni sull’apocalisse” che comprendono isole hawaiiane e ranch in Kansas dotati di bunker impenetrabili, sistemi autosufficienti di produzione energetica, enormi riserve d’acqua, depositi di armi, motociclette ed elicotteri.

I bunker privati situati in Svizzera non sono soltanto fortezze imprendibili, ma anche centri di resilienza digitale che consentono accesso senza ostacoli ai Bitcoin. I proprietari di yacht li stanno trasformando in navi capaci di resistere per mesi, se non per anni, in mare aperto, con investimenti per la produzione di super yacht che sono al tempo stesso imbarcazioni e sommergibili.

Altri si stanno muovendo verso la costruzione di isole galleggianti private dotate di leggi proprie e di una serie di porti in cui attraccare dove vige una giurisdizione amica.

La Nuova Zelanda, distante dalle aree più soggette ai fenomeni meteorologici estremi, dotata di un sistema politico stabile, di un’agricoltura fiorente e di abbondanti risorse idriche, è diventata l’ultima Thule preferita da coloro che sono in grado di comprarsi una proprietà e, con essa, acquisirne la cittadinanza. Ma la popolazione della Nuova Zelanda conta solo cinque milioni di abitanti e non mostra grande interesse ad aumentarla di tanto – a meno che tu non sia miliardario.

Tratto da Il movimento del mondo di Parag Khanna

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