L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 marzo 2022

Morire per il nazista Zelensky è davvero da coglioni. Come distruggere il tessuto industriale italiano

Caccia al rublo



Le chiacchiere sono davvero una merce inflazionata e quelle dei leader europei che si sono adontate del fatto che la Russia ora accetta in pagamento solo il rublo e cianciano di sostituire subito il gas russo valgono zero perché esso non può essere rimpiazzato in poco tempo, non ci sono né le navi necessarie, né le strutture adatte e nemmeno il tempo per ricostituire le scorte prima del prossimo inverno qualora si volesse fare a meno ora delle risorse russe. Senza dire che comprare altrove significa pagare un prezzo molto superiore a quello dei concorrenti innescando una rapida e drammatica deindustralizzazione del continente che in breve tempo diventerebbe una parte marginale del mondo e farebbe mancare comunque il denaro per acquistare prodotti energetici. Quindi nell’immediato bisognerà procurarsi rubli, ma come? Ci sono in realtà difficoltà e circoli viziosi che tenterò di riassumere, per superare i quali bisognerebbe superare la logica delle sanzioni:

Stampare euro e usarli per acquistare rubli dalla banca centrale russa non può funzionare perché l’euro è stato inadempiente e il suo valore come valuta di riserva è effettivamente zero.

Usare le esportazioni in Russia per guadagnare rubli potrebbe essere una strada praticabile, ma purtroppo ci sono le sanzioni e anche se in qualche modo si potesse derogare da ciò che il padrone americano esige, senza che nessuno lo contrasti, c’è il fatto che l’UE ha registrato un deficit commerciale con la Russia anche durante i periodi migliori dell’interscambio commerciale e peggiorerà molto ora che il flusso di merci dall’ Europa è artificialmente ridotto. Inoltre la a stessa Russia sta lavorando per liberarsi delle importazioni occidentali strategicamente importanti perché non vuole dipendere da fornitori inaffidabili e anzi rivelatisi nemici. Quindi abbiamo la situazione in cui l’UE ha bisogno di 20 trilioni rubli l’anno per sopravvivere, ma può esportare solo beni per un valore di 2 trilioni di rubli.

Si può ricorrere ad intermediari per acquistare i rubli indirettamente, per esempio, comprando prima rupie o yuan, poi scambiandoli con rubli. Qui il problema è che né la Cina né l’India sono sul mercato per acquistare quantità così grandi di euro, dato che la buona reputazione di questa valuta come valuta di riserva è stata gravemente danneggiata dalle sanzioni anti-russe, divenendo del tutto inaffidabile. Pertanto, è improbabile che le quantità richieste di rubli possano essere procurate in questo modo e inoltre bisognerebbe tenere conto di un costo aggiuntivo attorno al 2 – 3 per cento di commissioni.

Anche la liquidazione potrebbe essere un’idea: l’UE vende tutte le sue attività russe, azioni, titoli di stato e commerciali, azioni strategiche in società, proprie fabbriche e strutture, immobili. Questi sono acquistati da entità russe in cambio di rubli Ma il volume delle vendite farebbe abbassare i prezzi e in ogni caso ora che il governo russo ha bloccato tutte le vendite di beni da parte di non residenti, non è chiaro come tali transazioni possano procedere.

Si può anche impegnare l’oro. Ma tutte le riserve di questo metallo – anche ammesso che non entrino nelle sanzioni o che da Washington non abbia segretamente affittato alla Cina le riserve aure europee che sventatamente sono state conservate negli Usa – non sono sufficienti nemmeno per un anno di gas. In alternativa si potrebbero vendere alla Russia in cambio di rubli le industrie e le infrastrutture strategiche, porti, aeroporti, oleodotti, fabbriche e impianti, stazioni di servizio e via dicendo, insomma qualunque cosa a cui la Russia sia interessata, ma questo evidentemente non sarebbe una soluzione e comunque sarebbe impedita impedito dagli Usa i quali vogliono rimanere gli unici colonizzatori.

Liberarsi Questa è l’unica strada realmente percorribile per avere un futuro decente : smettere di tenere bordone al delirio imperiale degli Usa e cominciare a parlare con i russi. Una cosa che forse si potrebbe fare se tutta la leadership europea e quella dei singoli stati non fosse stata completamente irretita e acquistata dai poteri finanziari ed economici di oltre atlantico. Così stiamo facendo Harakiri per un pagliaccio costruito dalla Cia. Morire per Zelensky è davvero da coglioni e per la verità è da coglioni anche prendere freddo.

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