L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 marzo 2022

Non è solo propaganda di guerra, il fatto è che il clero televisivo, il Circo mediatico rispondendo solo al suo mandante il Council on Foreign Relationes perde la sua elasticità che a sua volta gli fa perdere i contatti con la realtà e questo gli fa compiere atti contraddittori uno di seguito all'altro che a loro volta li costringe alla rincorsa a mettere pezze che sono ancora peggiori del danno. In questo contesto perdono sempre di più credibilità e la gente istintivamente, ma molti consapevolmente, si indirizzano verso altre fonti d'informazione che esistono e si trovano sul web

Già distrutte le armi italiane mandate agli ucronazi



Ci sarebbe da ridere delle cronache di guerra dei giornali occidentali e specie di quelli americani che sono fatte guardando un video gioco in cui si parla di migliaia di morti russi, di centinaia di carri armati e di aerei distrutti, di navi affondate, di armi rese inoffensive che sono soltanto nella loro fantasia di bambini incattiviti e delusi , il che non impedisce loro di attribuire alla Russia quei colpi portati alla popolazione civile dai nazisti ucraini: tipo il missile caduto nel centro di Donetsk e attribuito ai russi che sono scesi in campo proprio per difendere la città. O la bufala della nave russa affondata dagli ucraini intorno all’isola Zmeinyy che invece è stata rapidamente presa dai russi i quali hanno fatto prigionieri gli uomini della guarnigione che si sono subito arresi, trasformando la balla dell’eroica resistenza in una ridicola commedia recitata da Zelensky in preda alla droga. Ma si sa la capacità di menzogna è infinita ed è stata talmente stata usata negli ultimi anni che è diventata istintiva, mentre nel contempo le persone hanno perso la capacità di discernimento e si bevono qualsiasi balla. In compenso però non si parla troppo delle le cose che contano, ovvero, tanto per fare un esempio della salva di 8 missili Kalibr che ha completamente distrutto un importante centro sostanzialmente Nato nell’Ucraina occidentale, vicino al confine polacco dove si stavano ammassando i nazisti mercenari che l’alleanza atlantica ha arruolato per trasformare quelle terre in un carnaio. E solo per i suoi interessi.

La base era chiamata “Centro internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza”, tanto per prendere meglio in giro la gente, e stava accogliendo e addestrando in primi reparti di un’intera brigata di volontari nazisti, circa seimila uomini che avrebbero dovuto combattere i russi. In qualche modo lo ha confermato il sindaco di Leopoli a un giornale israeliano. Aggiungendo: “Sembra che l’intelligence russa abbia ricevuto un suggerimento sulle azioni nella base, prima di decidere di bombardarla”. Infatti esistono diversi “centri per la pace” in Ucraina e l’azione russa è stata particolarmente eloquente rispetto ai tentativi di armare truppe terroriste o mercenarie. Ma la cosa più interessante per noi è che i missili russi hanno anche totalmente distrutto l’enorme deposito di armi fornite dai Paesi della Nato e portate via terra dalla Polonia, visto che i cieli ucraini sono interdetti dall’aviazione russa. Si può dunque presumere senza andare troppo lontano dal segno che siano state distrutte in parte o in tutto anche le armi incautamente fornite dal governo italiano proprio mentre sono in corso le trattative di Gomel e per le quali i cittadini di questo Paese pagheranno un prezzo probabilmente molto alto, senza che peraltro esse siano servite a nulla.

La cosa singolare in tutto questo è che mentre si soffia in maniera irresponsabile sulla guerra facendo credere che l’Ucraina abbia qualche speranza di sopravvivere, almeno nella sua grottesca forma di burattino nazificato dell’occidente, non c’è alcuna reazione agli attacchi di quello che viene considerato il nemico ad ogni effetto. E per la verità anche Israele non ha replicato all’attacco missilistico iraniano contro la base del Mossad nel Kurdistan iracheno compiuto per ritorsione contro un’incursione di Tel Aviv su Damasco. Il fatto è che l’Impero e le sue dependances non possono permettersi una vera e propria sfida contro Russia e Cina: lo possono fare nel Netflix dell’informazione, ma non nella realtà. Tuttavia non possono nemmeno affrontare Paesi assai meno potenti come l’Iran nel momento in cui tali Paesi decidono di usare le loro armi, tra l’altro sempre più evolute, contro “qualsiasi” nemico. In questo senso la strategia della minaccia che fino a ora aveva egregiamente funzionato adesso serve molto meno. Sarebbe bene che i cittadini occidentali si risveglino e escano dalla sala cinematografica nella quale sono rinchiusi da troppo tempo.

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