L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 marzo 2022

Non esistono correlazioni negative che arrivano fino alla morte per le inoculazioni, in Italia obbligatorie, dei farmaci sperimentali e chi ne parla viene licenziato, emarginato, aiutato a suicidarsi, De Donno docet. All'India è stata impedita la verifica sulle correlazioni e la Pfizer ha preferito rinunciare a questo immenso mercato a immettere il farmaco sperimentale per paura che si scoprisse il suo bluff sulla sicurezza di questo

Pfizer: fuga all’indiana per evitare uno studio sulla sicurezza dei vaccini



Grazie a una cupola politico finanziaria decisa a portare avanti il totalitarismo sanitario come introduzione al nuovo medioevo la Pfizer e le due sorelle sono riuscite è riuscita ad imporre il proprio sedicente vaccino in tutti i Paesi occidentali e in tutti quelli ricattabili in qualche modo senza che nessuna delle burocrazie sanitarie da decenni corrotte da Big Pharma abbia mai chiesto una sperimentazione aggiuntiva sulla sicurezza del vaccino da condurre in loco. Ma sarebbe bastato chiedere e Pfizer, assieme agli compagni di merende vaccinali, se la sarebbe data a gambe. Almeno questo è successo in India: Pfizer è stata la prima delle aziende a chiedere che il proprio prodotto genico avesse un’approvazione di emergenza nel sub continente, ma da momento che Moderna e AstraZeneca facevano prezzi migliori e che per giunta molti medici indiani, evidentemente dotati di maggiore dignità rispetto a quelli occidentali, ormai solo spacciatori di farmaci senza scrupoli, facevano resistenza e preferivano le cure ai prodotti genici le cui conseguenze a medio e lungo termine sono sconosciute, l’autorizzazione è sempre stata rinviata.

Qualche settimana fa Pfizer è ritornata alla carica, ma durante l’incontro con l’agenzia di regolamentazione dei farmaci indiana, la Central Drugs Standard Control Organization (CDSCO), la multinazionale ha deciso di ritirare di propria spontanea volontà la sua domanda dopo che l’autorità di regolamentazione ha richiesto una sperimentazione locale sulla sicurezza e l’immunogenicità del vaccino specificamente per gli indiani. E’ fuggita proprio perché non arrivasse da parte dell’India un rifiuto della autorizzazione di emergenza che avrebbe potuto creare sconcerto tra gli imbecilli che ancora seguono la “scienza” e prima che si sapesse che il rifiuto era dovuto alla non volontà di condurre una sperimentazione sotto il controllo dei medici indiani. In realtà una tale prova sarebbe obbligatoria nel sub continente, ma vista l’ emergenza era stato chiuso un occhio a inizio 2021 per i preparati genici meno cari, ma adesso il clima è cambiato e la centrale indiana del farmaco non se la sente più di concedere le autorizzazioni senza prove.

Ormai non è più nemmeno un sospetto che le conseguenze del vaccino sono molte di più di quelle che traspaiono da dati ufficiali pesantemente manipolati, perché cominciano a venire fuori i dati delle assicurazioni malattia che decuplicano le reazioni avverse, mentre il sistema mafioso politico – sanitario cerca di stoppare le fughe di notizie. Per esempio è stato licenziato il capo dell’assicurazione sanitaria tedesca Bkk Pro vita perché aveva reso pubblici i dati incontestabili secondo cui le reazioni avverse ai vaccini sono 13 volte quelle ufficialmente ammesse. Il licenziamento è avvenuto prima dell’incontro tra l’assicurazione e l’Istituto Paul Erlich che in Germania è il propalatore continuo di cifre false. Insomma qualsiasi indagine sulla sicurezza è tabù e laddove non si può facilmente licenziare chi rompe l’omertà i mercati di vaccini preferiscono ritirarsi per non essere scoperti da ricerche che non possono alterare o pagare.

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