L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 marzo 2022

“Purtroppo devo dire che questo governo non ci sta aiutando nel contrasto alle mafie, con scelte apparentemente che c’entrano poco con la mafia. Ci sta aiutando pochissimo. Si stanno facendo provvedimenti pensati e diretti dalla ministra Cartabia che sono devastanti per i prossimi decenni“

Gratteri “dal Governo zero aiuto. Servono infrastrutture, alla ‘ndrangheta pensiamo noi”

Il Procuratore Capo di Catanzaro ‘Dalla Cartabia interventi devastanti. Siamo stanchi dell’assistenzialismo non ne abbiamo bisogno.’
il 21 Marzo 2022
Scritto da M.G.


DUBAI – “Purtroppo devo dire che questo governo non ci sta aiutando nel contrasto alle mafie, con scelte apparentemente che c’entrano poco con la mafia. Ci sta aiutando pochissimo. Si stanno facendo provvedimenti pensati e diretti dalla ministra Cartabia che sono devastanti per i prossimi decenni“. Lo ha dichiarato Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, in collegamento all’incontro “La Calabria e il porto di Gioia Tauro nello scenario competitivo del Mediterraneo”, organizzato nell’ambito del Regional Day della Calabria a Expo 2020 Dubai. Il riferimento è ancora una volta alla cosiddetta riforma Cartabia definita da Gratteri “la peggiore della giustizia da quando io sono in magistratura dal 1986 e che serve solo a buttare al macero i processi in appello, per cui la faranno franca migliaia di imputati già condannati in primo grado”.
Corruzione c’è in Calabria come in tutto il mondo occidentale

“Il problema non è l’immediato, il problema è che nella testa della gente entra il tarlo che tutto si aggiusta, c’è una sistemazione. Non è sostanzialmente un deterrente. Io – ha rimarcato il procuratore della Repubblica di Catanzaro – ho bisogno di un sistema giudiziario nel rispetto della Costituzione, c’è bisogno di fare tali e tante modifiche in modo che diventi non conveniente delinquere. Quindi non un approccio morale ed etico, ma un rapporto di convenienza, dimostriamo sul piano sostanziale che non è conveniente delinquere Temo che con questo governo sul piano della sicurezza e sul piano del contrasto alle mafie non si andrà da nessuna parte, se non si arriverà alle prossime elezioni sperando in un governo che abbia una visione sulla sicurezza ma soprattutto sulla trasformazione delle mafie, che non sparano e che non uccidono ma che comprano tutto ciò che è in vendita e che comprano soprattutto le persone”, ha aggiunto ancora Gratteri. “È vero, in Calabria c’è la ndrangheta, c’è la corruzione. Purtroppo il fenomeno riguarda tutto il mondo occidentale. Negli ultimi 20 anni c’è stato un forte abbassamento della morale e dell’etica e la corruzione ha investito appieno il mondo occidentale, in particolare l’Italia e in particolare il Sud e i posti ad alta densità mafiosa. Ma noi purtroppo non abbiamo avuto dei governi che hanno voluto investire in sicurezza, che hanno voluto investire contro le mafie.

Servono infrastrutture non assistenzialismo

“Sogno per la mia Calabria le stesse infrastrutture che ci sono in Veneto, in Lombardia, in Emilia Romagna. Di questo abbiamo bisogno, non abbiamo bisogno di altro. Siamo stanchi dell’assistenzialismo, di mance o assistenze che ciclicamente i governi ci propinano, non ne abbiamo bisogno. Voglio porto dove ci sia una ferrovia, dove il container sia messo su rotaia e possa andare velocemente per arrivare in Europa. L’assistenzialismo porta solo al vagabondaggio e al lavoro nero, non alla produzione. li Porto Gioia Tauro – ha spiegato Gratteri – è una grande opportunità non solo per la Calabria ma per l’Italia, ma è sfruttato al 20% del suo potenziale. Dietro il porto ci sono ettari ed ettari di terreno messo a disposizione dalle aziende mai utilizzato perché non c’è stata programmazione in questi decenni, perché c’è stato stato di totale abbandono soprattutto da parte della politica calabrese e meridionale. Noi non possiamo pensare che i problemi del sud li possano risolvere i parlamentari del nord. Voglio un porto di Gioia Tauro dove ci sia una ferrovia in modo che il container possa arrivare velocemente al Nord ed Europa, di una ferrovia che porti le merci sotto la pancia dell’aereo all’aeroporto di Lamezia, ho bisogno dell’Alta Velocità. Ho avuto il piacere di incontrare il professore Giovannini, il ministro delle Infrastrutture, e abbiamo parlato proprio di questo. Ho detto al ministro “voi pensate alle opere pubbliche, alla ‘ndrangheta ci pensiamo noi“.

L’alta velocità è fondamentale

“Noi – ha rilevato Gratteri – abbiamo bisogno dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria: ho visto che scientificamente, dopo 20 giorni, è uscito uno studio privato che diceva che non era conveniente l’alta velocità. Ma ancora ci chiediamo se infrastrutture così sono convenienti? Ogni mattina partono dalla Calabria 20 autobus per il Nord: se ci fosse l’alta velocità certamente la gente non andrebbe a mettersi come sardine e stare 12 ore così per arrivare a Milano o Torino. Abbiamo bisogno come il pane – ha concluso – dell’infrastruttura dalla Salerno-Reggio Calabria, della Reggio Calabria-Taranto, finalmente una strada a due corsie tutta intera e non a spezzatino. Io ancora non ho visto soldi stanziati per l’intera rete”.

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