L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 marzo 2022

Quella signora nata in una borgata romana, che è di casa a Washington, che è stata cooptata da Aspen, e che ha concorso nei fatti a non andare alla posta a pagare i bollettini perchè abbiamo rispetto della sacralità del nostro corpo e abbiamo rifiutato di inocularci il farmaco sperimentale con modificazioni genetiche

07 MARCH 2022
Quelle mezze verità di Giorgia Meloni sul green pass



Dopo i palesi capitomboli di Salvini e di una Lega ormai del tutto appecoronata al Draghistan, la Meloni ha cercato con ogni mezzo di accreditarsi quale forza di "opposizione". Grida, alza i toni, la butta in caciara in stile Garbatella, ma se ci fate caso, non la dice mai tutta fino in fondo. Parlo della verità. Giorgia viene indicata come una "leader" della destra. E questa è la sua ambizione. Ma la verità è che sta lavorando per la sua carriera, la sua brillante carriera. Parla fluentemente l'inglese e nel 2020 viene eletta Presidente dei Conservatori e Riformisti europei (ECR). All'inizio dello scorso anno, fa il suo ingresso come socia nell'Aspen Institute, un consesso internazionalista dove si trova in compagnia di Mario Monti e il presidente onorario Giuliano Amato, Marta Dassù e Gianni Letta, Paolo Savona e Romano Prodi, l’ad di Enel Francesco Starace e John Elkann, giornalisti come Paolo Mieli, Lucia Annunziata, Marta Dassù, e l'ex presidente Giorgio Napolitano e suo figlio Giulio. Se avete notato, è trattata con molta benevolenza dai mass media che spesso le dedicano copertine. Anche in questo articolo de Il Tempo, la fanno sembrare, fin dal titolo, una Giovanna D'Arco che mette con le spalle al muro Speranza. GIORGIA MELONI DISINTEGRA ROBERTO SPERANZA: “Il green pass ha devastato l'economia. Abolitelo subito".
Il green pass è una misura inutile che non ha limitato in alcun modo il contagio, mentre ha danneggiato pesantemente il sistema economico. Basta tentennamenti e perdite di tempo: questo provvedimento va abolito immediatamente.

Intendiamoci, è tutto vero. Non ha limitato il contagio, ha danneggiato l'economia, è uno strumento di pesante discriminazione sociale. Ma c'è un'altra importante cosa della quale la Meloni tace: è la piattaforma informatica per l'ID, il portafoglio europeo per l'identità digitale alla quale la Ue sta lavorando alla chetichella mentre la gente è distratta dalla guerra. E scusatemi se con tutto il rispetto per il conflitto russo-ucraino, mi preoccupo innanzitutto del mio fronte interno. La vaccinazione e i vari certificati delle avvenute "dosi" (termine che si addice ai drogati, ma così le chiamano) sono la conditio sine qua non per avviare quell'identità numerica a cui si sta lavorando. Inoltre il green pass rappresenta la piattaforma informatica già predisposta per farvi scorrere quell'Euro digitale che Christine Lagarde sta approntando per il 2023. Queste cose la Presidente dei Conservatori Europei le sa benissimo, ma allora perché non dirle? Ha paura di non sembrare di provata fede europeista? Di rovinarsi la carriera? Quando si dice la verità la si dice tutta, senza tralasciarne pezzi importanti. E questi non sono dettagli irrilevanti. Inutile fingere di battere i pugni sul tavolo con lo slogan "No green pass!", quando si sa che dietro a questo aggeggio, basato sul QR Code, si giocano partite importantissime per la creazione del NWO.
Ma per smuovere Speranza non bastano le buone intenzioni (ancorché "parziali") della Meloni. E difatti ecco cosa ci annuncia l'emaciato ministro, già in fama di Grande Jettatore che tante disgrazie e tante calamità ci ha procurato:

"Io penso che dobbiamo valutare passo dopo passo. L’impegno del governo è quello di superare lo stato d’emergenza, superare lo stato d’emergenza non significa d’un tratto magicamente essere fuori da ogni vincolo perché il Covid continua ad essere una sfida con cui fare i conti. Noi siamo molto più forti rispetto al passato perché abbiamo fatto una bellissima campagna di vaccinazione, avere oltre il 91% di persone che ci hanno seguito in questa campagna di vaccinazione mette il nostro Paese in condizioni molto diverse rispetto al passato e noi stiamo piegando questa curva di Omicron grazie ai vaccini senza chiusure generalizzate. Per cui proseguirà il confronto tra di noi nel governo e fra governo e parlamento, e valuteremo la strada migliore ma il percorso è ancora per quanto mi riguarda un percorso di fiducia che guarda fase nuova ma di gradualità perché questo è il metodo che ci siamo dati e finora ha portato a risultati io credo che sono sotto gli occhi di tutti".

Insomma, l'ennesima presa per i fondelli.

Ecco perché sono d'accordo con le conclusioni del prof. Imbriani messe sul sito di Blondet a proposito del disgustoso DPCM del 2 marzo, passato inosservato ai più, perché "c'è la Guerra" :

Nessuno liquiderà questo dispotismo sanitario se non lo faremo noi: non ci salveranno gli altri paesi che tolgono le restrizioni, non ci salverà Putin, non ci salverà Trump, non ci salverà Viganò. Il regime finirà quando 10-15 milioni di italiani si decideranno a buttare nel WC qualunque tipo di GP, perché si possono escludere dal lavoro e dalla vita civile poche centinaia di migliaia di persone, come sta avvenendo ora, ma non si può farlo con milioni di cittadini. Questa è la via, non è indolore, ma è l’unica. (da Il dispotismo vaccinale si fa sempre più feroce - ed eterno).

Capito Meloni? Ci vuole altro che chiacchiere e distintivi Ue o Aspen.

Santa Felicita

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