L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 marzo 2022

Senza il clero televisivo affiancato da tutto il Circo mediatico NON sarebbero capaci di indottrinare i popoli per spingerli nella semplificazione artefatta di buoni e cattivi trattandoli come bambini

Il sonno della ragione
di Salvatore Bravo
4 marzo 2022

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Semplicismo e neofascismo

Il sonno della ragione crea mostri, anestetizzare il dibattito, mostruosizzare il nemico allo scopo di preparare la guerra è l’obiettivo finale della propaganda che a tamburo battente inficia l’uso pubblico della ragione nella forma del logos. La ragione dei guerrafondai è calcolo e scaltrezza interna al cinismo liberal, al quale siamo abituati fino all'indifferenza acefala. Le TV di regime invocano la pace armata, e nel contempo preparano gli europei alla lotta finale contro l’orso russo, il quale è il male, non ha limiti militari ed etici al punto che vuole bombardare tutto, anche la chiesa di Santa Sofia. Si lancia un messaggio ai cattolici e agli ortodossi dubbiosi, non possono invocare la pace contro il demonio russo, ma in nome della giustizia e del bene devono schierarsi con l’Occidente democratico e pacifico. La possibilità che possano bombardare la cattedrale di Santa Sofia a Kiev è nulla, Putin perderebbe il sostegno degli ortodossi russi. Sarebbe un’incoerenza eguale ad un boomerang, il progetto politico russo è non solo economia, ma anche tradizione e spiritualità, parole estranee e straniere all'Occidente.

La totalità è falsa, al punto che la menzogna conosciuta è la normalità dell’Occidente. La terza guerra mondiale è perenne, ha delle parentesi in cui si svela nella sua verità bellicosa, ma continua nei giorni ordinari. Costanzo Preve con la sua lucida analisi politica e filosofica, per primo ha tematizzato la terza guerra mondiale come normalità dell’americanismo per conquistare e standardizzare il pianeta a misura del liberismo degli oligarchi e delle multinazionali. Nulla deve sopravvivere della grande tradizione dei popoli, ma tutto dev'essere merce per il mercato globale. Le vite dei popoli devono essere interscambiabili, volgarmente uguali nei gusti e nei comportamenti in modo da poter vendere gli stessi prodotti ovunque e nello stesso modo, è il nuovo imperialismo delle merci. L’Ucraina è l’avamposto che prepara l’aggressione e l’estensione di tale modello ancora più a Est. È la dannazione del liberismo, deve rispondere all'illimitato che lo muove, deve animalizzare l’essere umano, deve ridurlo a corpo consumante, non conosce altro obiettivo che la metodica aggressione alle culture popolari e nazionali. Nella guerra in atto si assiste al ripetersi del copione già incontrato in Iraq, Libia e Afghanistan ecc. Il gioco è semplice, fa parte del semplicismo culturale e interpretativo organico alla terza mondiale: i popoli devono morire e con essi il concetto, al posto dei popoli deve sorgere l’uomo nuovo, il consumatore integrale, affinché possa vivere la sola merce. Ogni resistenza alla penetrazione liberista deve essere smantellata, è il segno della potenza che cela l’intrinseca debolezza del modo di produzione capitalistico. Il semplicismo esige la divisione del mondo in cattivi e buoni, come alle scuole elementari, si tira una linea ed i cattivi saranno puntiti dal maestro che fa da gendarme.

Nuovo fascismo

Il nuovo fascismo è nel semplicismo ideologico, in cui il potente di turno soffia nel corpo cavo del popolo le parole dell’aggressione e la menzogna artatamente costruita. Le marionette si preparano ad un tragico “sì” all'ennesima guerra, nulla hanno imparato dall'esperienza storica precedente, poiché il semplicismo è senza memoria, ogni evento trascorre come acqua su marmo, in quanto non vi è discussione, non si concettualizzano gli eventi dando ad essi una forma, ma sono spettacolo nello spettacolo che va in scena tutti i giorni. Si passa dalla finzione politica alla pornografia fino alla guerra, che ne è la versione peggiore, in una linea di continuità senza faglie temporali. Il nuovo fascismo non è paragonabile al trascorso regime, è nel semplicismo irresponsabile, nell'assenza di critica sociale. La tirannia della zona grigia è legittimata dai media, la maggioranza manipolata ed istigata tiranneggia ogni dissenziente. Senza memoria non vi può essere senso critico e capacità di comparare eventi e di ricostruirli nel loro tessuto materiale, vi è solo l’agonia culturale dell’Occidente liberista. Semplicismo è violenza, si combatte per la libertà, ma nel contempo si costringe il direttore Gergiev a prendere posizione contro Putin, la libertà di pensiero è proibita nel regno del bene, si deve essere obbligatoriamente dalla parte della versione ufficiale, altrimenti non si lavora. L’inquisizione è sempre tragicamente in azione, si svela nei dettagli. A Gergiev direttore d’orchestra russo nessuno ha chiesto la sua opinione, deve solo sconfessare la Russia ed essere mezzo della propaganda di guerra. Se ciò fosse accaduto in Unione Sovietica lo scandalo sarebbe stato inaudito, le democrazie formali, possono invece mettere in atto comportamenti antidemocratici in nome di una presunta superiorità etica tutta da dimostrare. La ragione è diventata pratica dell’ideologia in senso marxiano, la guerra non è solo in Ucraina, ma è nel nostro quotidiano, nel tentativo di eliminare ogni voce dissenziente. L’obiettivo è prosciugare ciò che mantiene in vita l’essere umano, ovvero il pensiero dialettico, al suo post deve esserci il silenzio mortifero del pensiero unico vera causa del declino dell’Occidente, incapace di offrire un’autentica alternativa alla violenza della struttura economica liberista. Il capitalismo per sopravvivere non può che avanzare verso un Est indeterminato nel rombo delle armi. Non è solo guerra, è normalizzazione, è un esperimento per comprendere quanto possono osare.

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