L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 marzo 2022

Stagfazione - 93 -

Perché Bank of England lancia l’allarme stagflazione in Uk
29 marzo 2022

Cosa ha detto il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, sul rischio stagflazione nel Regno Unito. L’articolo di Daniele Meloni

Allarme sul tenore di vita. Rischio stagflazione. Storico shock nel calo del potere d’acquisto. Queste le preoccupanti parole usate dal Governatore della Bank of England (BoE), Andrew Bailey, nel suo intervento al think tank Brueghel a Bruxelles per delineare la situazione economica del Regno Unito. E c’è di più: un altro shock, quello energetico, potrebbe risultare ben peggiore di quello degli anni Settanta, quando le luci si spensero in tutto lo UK.

L’allarme di Threadneedle Street avviene in un momento molto delicato per le tasche dei contribuenti britannici. La scorsa settimana il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha presentato il consueto budget primaverile in cui ha cercato di alleviare alcune delle imposte che gravano sugli inglesi in materia di carburanti e National Insurance ma da più parti si pensa che sarà necessario un ulteriore intervento correttivo. Per Bailey l’inflazione potrebbe arrivare fino all’8% in questa primavera con la possibilità che raggiunga il 10% entro fine anno. Si prospettano nuovi aumenti nelle bollette del gas e dell’elettricità per gli utenti, determinati dalla guerra in Ucraina e dall’impatto del costo globale dell’energia.

A questa vera e propria emergenza la BoE ha risposto aumentando per un quarto di punto i tassi d’interesse portando da 0,50 a 0,75% il saggio dopo la riunione dell’Economic Policy Committee della Banca ai primi di marzo. L’attesa, ha detto Bailey da Bruxelles, è che sia la crescita che la domanda calino. Una prima evidenza di questa previsione emerge dai surveys riguardanti il comportamento dei consumatori e delle imprese. Gli analisti si aspettano che la Bank of England aumenti i tassi fino all’1% da Maggio, mentre i mercati finanziari indicano che essi potrebbero arrivare al 2% entro fine 2022.

L’allarme stagflazione – aumento dell’inflazione e rallentamento della crescita – è serio e per Bailey rappresenta la più grande sfida al Policy Committee della Banca, sin dalla sua creazione nel 1997. Non è di conforto sapere – come ha ammesso lo stesso Governatore – che anche l’Europa e gli Stati Uniti stanno affrontando e affronteranno simili problemi.

La scorsa settimana l’Office of Budget Responsability (OBR) – organo indipendente che valuta le performance dell’economia britannica – ha abbassato la previsione sulla crescita annuale da 6 a 3,8%, avvertendo che l’inflazione più alta degli ultimi 3 decenni avrebbe colpito la domanda dei beni al consumo. Di fronte a questo panorama Sunak ha comunque manifestato la volontà di non eccedere nella spesa pubblica per il timore che abbandonando la fiscal responsibility si generi ulteriore inflazione. Con le elezioni in vista tra meno di due anni (o, chissà, forse anche prima) il governo Tory si ritrova un problema, quello del carovita, che potrebbe anche determinare la sua caduta.

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