L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 marzo 2022

Stagflazione 83 - Da MESI sentiamo, ripetere come un mantra, nei telegiornali, dell’infiammata dell’inflazione, che in area Ocse schizza al 7,2%. Di Pil, di destagionalizzazione, di stime di calo

Inflazione in area Ocse schizza al 7,2%: spettro stagflazione
-4 Marzo 2022


Da mesi sentiamo, ripetere come un mantra, nei telegiornali, dell’infiammata dell’inflazione, che in area Ocse schizza al 7,2%. Di Pil, di destagionalizzazione, di stime di calo. E di stagflazione. Ma queste espressioni cosa significano veramente?

Inflazione in area Ocse: cosa si delinea?

Dopo i danni della pandemia, che ha sconvolto le nostre vite, tutt’oggi continua a sconvolgerle il conflitto in Ucraina. Che avrà ripercussioni sull’economia italiana. Da un lato cresce la possibilità di un ulteriore aumento dell’inflazione e, dall’altro, si intensifica la prospettiva di una crescita più bassa. In pratica si delinea lo spettro del rischio di stagflazione. Non sarà probabilmente forte e duratura come negli anni Settanta, ma l’economia mondiale potrebbe rallentare. E l’inflazione durare più a lungo del previsto. Il grande rischio, difficile da stimare, è legato alle possibili ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina. Che ha dato il via alla nuova fiammata del petrolio. Le quotazioni energetiche sono, inoltre, sommerse da uno tsunami di carta finanziaria. Che modificano la realtà. Anche se, i problemi strutturali restano. Con un impatto significativo sulla crescita.

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