L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 marzo 2022

Stagflazione 92 - Corre veloce, si potrebbe evitarla ma non ci sono materialmente i presupposti

BCE, Visco: "Ridurre trasferimento rincari per evitare 'stagflazione' "

Confindustria, Bonomi: "Con prezzi energia in ascesa imprese non possono reggere. Necessari interventi strutturali"


23 marzo 2022 - 20.01

(Teleborsa) - "In Europa i prezzi del gas sono aumentati di 8-10 volte in media tra inizio 2020 e febbraio 2022, negli Usa sono aumentati di 2 volte". È quanto ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al Bloomberg Italy Capital Markets Forum 2022 di Milano. Tale divergenza – ha sottolineato Visco – mostra come nell'Ue non si sia di fronte a "un problema di eccesso di domanda ma di difficoltà di offerta".

In tale scenario, di fronte a uno shock di offerta come quello che attualmente si sta verificando sui prezzi dell'energia, – ha proseguito il governatore della Banca d'Italia – "la politica monetaria delle banche centrali può fare poco, invece può intervenire la politica di bilancio e economica, magari con misure per "redistribuire questa che è come una tassa". E "se la politica economica riesce a ridurre il trasferimento dei rincari su altre voci" e "se la guerra non dura troppo", allora – ha spiegato Visco – "potremmo non avere stagnazione e alta inflazione", cioè "stagflazione". "Le previsioni – ha aggiunto – dicono tutte che la fine di uno shock dell'offerta si accompagna da riduzioni delle pressioni sui prezzi".

Visco ha annunciato la decisione della Bce "di avviare una graduale normalizzazione della politica monetaria con l'aggiunta della parola 'opzionalità'. Significa – ha proseguito – che tutte le opzioni sono aperte. Riteniamo di ridurre i nostri acquisti netti di titoli e poi di concluderli ma vogliamo mantenere condizioni di finanziamento favorevoli. Guadando più avanti un mondo normale, ha spiegato, è quello dove non ci sono più tassi negativi".

Alla Bce e nell'Eurosistema delle banche centrali la questione della riduzione della mole del bilancio – ha evidenziato il governatore – "non accadrà presto, dato che al momento stiamo discutendo come rinnovare i titoli accumulati. La questione qui – ha concluso Visco – è come troviamo condizioni più normali, posto che non sappiamo cosa sarà la nuova normalità".

"Desidero ringraziare di cuore il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, per la chiarezza con cui si è espresso: a questi prezzi dell'energia, oggi di nuovo in ascesa, – ha commentato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi – semplicemente le imprese non possono reggere. Quindi ribadiamo la necessità di interventi di natura strutturale".

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