L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 aprile 2022

185 dollari al barile, appena si sono concluse le votazioni in Francia, non prima per non destabilizzare Macron

“I poteri centrali EU vogliono fottere i paesi europeriferici”
Maurizio Blondet 20 Aprile 2022

MittDolcino:

secondo le fonti di Pepe Escobar, famoso per i suoi legami con l’intelligence sovranazionale (…) , Ursula von der Layen (il cui nonno era nazista, dice Escobar, ndr), hanno già deciso il blocco totale del petrolio russo in EU.
Chiaramente Macron tira le fila, visto che grazie al nucleare di EDF/Engie/Electrabel letteralmente “fotterà” le imprese italiane, per poi comprarle per un tozzo di pane.

La notizia verrà annunciata dopo le elezioni francesi, che evidentemente Macron – rappresentante dell’asse fu Vichy – è certo di vincere…
Le FFOO/FFAA italiane non fanno nulla? Vogliono diventare francesi?
Patriottismo nada?

UE è pronta a dichiarare un embargo completo sul petrolio russo dopo le elezioni francesi di questo fine settimana:

IL PREZZO DEL GAS UE AUMENTA COME L’UE DICHIARA EMBARGO SUL PETROLIO RUSSO DOPO LE ELEZIONI FRANCESE LA PROSSIMA SETTIMANA – FONTE

Perché aspettare dopo le elezioni per lanciare l’embargo? Semplice: i burocrati europei sono giustamente terrorizzati dall’imminente aumento del prezzo del petrolio per spingere il voto a favore di Le Pen, motivo per cui l’Europa aspetterà fino a dopo le elezioni (quando Macron sarà presumibilmente il prossimo presidente della Francia, come spera il Belgio) per annunciare pubblicamente.

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Chissà cosa s significa questo gesto con le mani…?

MittDolcino, enigmatico come sempre, commenta:

I nobili locali di ogni circoscrizione massonica stanno già decidendo quale delle case dei plebei/classe media/sporchi arricchiti da annichilire con siero e crisi economica andranno a Don Rodrigo e quale all’Innominato…

Attaccco anglo alla Germania: importa troppo dalla Russia

L’organizzazione ambientalista (operativa anglo) Greenpeace accusa: somme record per il gas e il petrolio russi saranno trasferiti dalla Germania quest’anno. Come annunciato martedì da Greenpeace, citando la propria analisi, la spesa per il petrolio russo quest’anno rischia di salire dagli 11,4 miliardi di euro dell’anno precedente a 14,3 miliardi di euro.

La bolletta delle importazioni di gas potrebbe raddoppiare dagli 8,8 miliardi di euro dello scorso anno a 17,6 miliardi di euro a causa dell’aumento dei prezzi. Secondo l’analisi, ci sono anche circa due miliardi di euro per il carbone russo. I dati si basano su stime.

Uno stop immediato alle importazioni di energia ridurrebbe significativamente le entrate russe e colpirebbe il margine di manovra finanziario del presidente russo Vladimir Putin, ha affermato in una nota Mauricio Vargas, economista di Greenpeace e autore dell’analisi. Più di un terzo del bilancio statale russo è finanziato dalle entrate del settore energetico.

Se il governo federale evita un embargo sul gas, deve imporre immediatamente sanzioni alternative come un “prelievo di pace” che frena il flusso di denaro verso la Russia, afferma Vargas. Ci sono due alternative a tale tassa sul gas russo: una percentuale di sconto sul prezzo di riferimento concordato nei contratti, ad esempio il 50 per cento, o un tetto massimo al livello prebellico al quale il gas può essere importato dalla Russia.

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