L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 aprile 2022

Acciaierie di Mariupol, catturato un generale canadese che ha tentato di fuggire

UCRAINA
Azovstal e Transnistria: un nuovo pasticcio Nato



Date: 27 Aprile 2022Author: ilsimplicissimus

Cosa si nasconde nei sotterranei dell’Azovstal? Qualcosa per cui la Nato è disposta persino a rischiare la guerra nucleare? Queste domande si affollano nella mente visto che si cerca disperatamente di trovare un nuovo fronte in Transnistria con attentati finora senza nome che potrebbero preludere ad un’azione militare o piuttosto a una guerriglia di confine e del resto un ex consigliere del ministero della difesa ucraino ha scritto che “C’è solo una possibilità rimasta per salvare Mariupol: un attacco alla Transnistria” . L’idea sarebbe quella di prendere dei prigionieri russi per scambiarli con i nazisti e gli ufficiali Nato rintanati nei sotterranei : il problema è però che i russi hanno molti più prigionieri di quanti ne abbiano gli ucraini e a parte questo un’operazione del genere potrebbe al limite avere successo con la sorpresa, non puoi dichiarala prima. Inoltre un attacco alla Transnistria ammesso che vi siano le forze necessarie farebbe il gioco della Russia che a questo punto potrebbe sigillare il confine ovest facendo fallire in anticipo le fumose prospettive polacche, rumene e della Nato di intervenire in questa zona con truppe di pace. Si fa per dire ovviamente. E che si pensi ad un’azione del genere non fa che aumentare il sospetto che dentro i sotterranei dell’Azovstal ci siano personaggi che non devono cadere in mano ai russi. Oppure che l’alleanza si trova di fronte a una crisi esistenziale dopo essere stata apertamente sfidata.

A ben pensarci anche la decisione di inviare armi pesanti in Ucraina, T-72 e M-84 dalla Polonia e dalla Slovenia, Marders, Leopards e PzH2000 dalla Germania, Cesar Howitzer dalla Francia, veicoli Mastiff, Wolfhound e Husky dal Regno Unito, sistemi di artiglieria Archer dalla Svezia, Humvees, M113 APC dagli Stati Uniti e M777 dal Canada, è arrivata dopo che l’assedio è stato stretto attorno al bunker dell’acciaieria dove di certo è stato catturato un generale canadese che ha tentato di fuggire. Ma non sembra che la Russia sia disposta a sottostare al ricatto e in una notte ha colpito duramente il traposto ferroviario ucraino, distruggendo 7 sottostazioni (indicate nella cartina all’inizio del post) che distribuiscono l’elettricità nella rete il che rende enormemente più difficoltoso il trasporti di questi mezzi pesanti ( la metà dei quali roba piuttosto rugginosa) e dei rifornimenti di armi in generale: senza elettricità si potrà far conto solo su pochi locomotori diesel malmessi e con scarsa potenza, né possono essere utilizzati quelli dei Paesi limitrofi perché lo scartamento ferroviario è diverso. D’altra parte anche il trasporto su strada diventa pericoloso perché impossibile da dissimulare. In realtà il tempo lavora per la Russia e gli Usa si sono accorti di aver sbagliato i calcoli e ora sono alla disperata ricerca di qualcosa che consenta loro di fermare l’operazione russa senza far la figura di cedere.

Tutto questo però fa parte di una sorta di commedia militare perché gli invii di queste armi sono di fatto abbastanza inutili, tranne che per i fabbricanti di armi: solo una parte di esse ha qualche probabilità di arrivare al fronte e di essere usata perché verrà distrutta prima , visto che ogni giorno vengono presi di mira arsenali e ieri ne stato colpito uno particolarmente grande con armi e munizioni appena giunte, oppure non arriverà in tempo o non potrà essere allestito per la battaglia per la mancanza di officine di riparazione. Ma soprattutto una serie di armamenti così diversi e non interoperabili ha come è noto a tutti gli analisti militari un impatto vicino allo zero se non addirittura negativo, impegnando molte truppe su sistemi che non conoscono, invece di farle operare con ciò con cui hanno confidenza. E’ vero che ci saranno gli istruttori della Nato, ma non si va in guerra prima di imparare a fondo e questa sorta di Frankenstein militare servirà davvero a poco, perché non potrà salvare le truppe ammassate nella sacca del Donbass che ogni giorno vengono “ammorbidite” con le artiglierie. Vale la pensa riportare le dichiarazioni del primo tenente Ivan Skuratovsky, in servizio nella 25a brigata aviotrasportata ucraina riportate da questo Twitter e accreditato da Politico: “la situazione è pessima, i russi semplicemente distruggono tutto con l’artiglieria, bombardando giorno e notte. I lanciagranate sono buoni, ma contro attacchi aerei e artiglieria pesante non saremo in grado di resistere a lungo.” In effetti le perdite ucraine stanno crescendo a vista d’occhio e uno dei timori Nato e che la situazione possa collassare improvvisamente.

A una cosa però queste armi serviranno a parte fare qualche vittima in più ovvero a fare aumentare in maniera stratosferica le spese militari che già l’anno scorso hanno raggiunto il record di 2,1 trilioni di dollari l’anno, il 38 per cento dei quali appannaggio dei soli Usa, anche se spesso si tratta di spesa enormemente ingigantita da meccanismi pletorici e corruttivi. E ora l’occidente si dovrà accollare l’enorme spesa improduttiva per l’Ucraina mentre sta calando la falce della recessione.

Nessun commento:

Posta un commento